Gioco
La mezzala da serie D che vuole trascinare il Pietrasanta verso la salvezza
Davide Minichino ha accettato di scendere di due categorie «Purtroppo abbiamo perso tanti punti ma ce la faremo»
Quando a fine estate ha dovuto lasciare il Viareggio non ci è rimasto bene. Da viareggino doc Davide Minichino sperava di continuare la sua avventura in bianconero (soprattutto nell’anno del centenario) iniziata tre anni fa con la gestione di Alessandro Pierini, che lo fece esordire contro il Foligno e poi proseguita sotto le gestioni Masi e quindi quella di Carlo Bresciani con il quale il ventunenne (tra qualche mese) centrocampista cresciuto nel Capezzano si era ritagliato qualche spazio vivendo l’esaltante pomeriggio del “Luperi” di Sarzana e la bella cavalcata della passata stagione che aveva portato le zebre fino ai playoff. Poi all’inizio della stagione corrente il nuovo tecnico Pagliuca gli aveva detto chiaramente che per lui ci sarebbe stato poco spazio e allora il ragazzo ha deciso di scendere di due categorie approdando al Pietrasanta al quale spera di dare un buon contributo nella corsa alla salvezza. La vittoria di domenica ha riacceso le speranze.
Credete ancora nella salvezza diretta?
«È quello che tutto il gruppo vuole. Personalmente credo che ce la possiamo fare. Purtroppo abbiamo perso tante partite senza meritarlo perché devo dire che la squadra sta sviluppando un buon calcio. E proprio per questo sono fiducioso perché i risultati arrivano anche attraverso il gioco».
Come ti sei trovato al Pietrasanta?
«Molto bene, sia con la dirigenza che con i compagni di squadra così come gli allenatori Della Bona e Bracaloni che si sono succeduti sulla panchina».
Quanto ti è dispiaciuto lasciare il Viareggio?
«Parecchio. Pagliuca era stato onesto nel dirmi che avrei avuto poco spazio ma quando mi è stato comunicato le rose di molte squadre anche di serie D erano già complete».
Quali sono i ricordi più belli della tua milizia in bianconero?
«L’esordio a 17 anni con Pierini, poi sicuramente la salvezza contro la Fezzanese a Sarzana. Una giornata indimenticabile perché la vittoria sembrava una cosa impossibile. Un risultato raggiunto con un gruppo formato in larga parte da ragazzi viareggini. Poi anche la stagione passata dove le zebre sono state protagoniste del torneo. E naturalmente l’esperienza accumulata al fianco di ragazzi come Guidi, Fiale e Reccolani che mi hanno aiutato a crescere anche a livello mentale».
Mediano, mezzala o trequartista: qual è il ruolo che credi di interpretare meglio?
«Credo che quello di “braccetto” (mezzala ndr) sia quello che mi è più congeniale e che mi permette anche di tentare la via della rete. Al momento sono arrivato a quota quattro reti, spero di continuare».
Credi di valere la serie D?
«Soprattutto devo dimostrare di valerlo. Ma ora devo solo pensare alla salvezza del Pietrasanta, poi vedremo». —
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