Italia
Capitan Granaiola: «Vi rivelo qual è il segreto del successo del Seravezza Pozzi»
L’organizzazione della società, il gioco sulle corsie esterne, la forza del gruppo: così i verdeazzurri sono arrivati in vetta
Quando il 12 gennaio Rodriguez disputò l’ultima gara con la maglia del Seravezza, con tanto di tripletta allo Scandicci, tutti o quasi sentenziarono che senza l’hombre di Guantanamo la formazione verde azzurra sarebbe arrivata poco lontano. E invece trentasei giorni dopo la partenza dell’attaccante italo cubano ecco che capitan Granaiola e compagni sono lì, da soli, in vetta alla classifica in attesa del recupero del Ghiviborgo. Marco Granaiola è il capitano della formazione verdeazzurra, uno di quelli che con l’esempio insegnano anche ai più giovani che la gamba non si tira mai indietro, fino al novantesimo e oltre. A ventinove anni, compiuti lo scorso gennaio, a due passi da casa, è di Pietrasanta, sta vivendo una delle stagioni più esaltanti della sua carriera che lo ha visto giocare anche tra i professionisti con le maglie di Cuoiocap, Olbia e Celano.
Allora Marco non è dunque vero che il Seravezza era Rodriguez dipendente?
«Con Rodriguez abbiamo perso il solista, il finalizzatore. E coscienti di questo il gruppo si è stretto ancora di più ed ognuno a cominciato a dare qualcosa in più».
Naturalmente avete cambiato anche il modo di giocare?
«Prima impostavamo il nostro gioco sulla velocità di Rodriguez, adesso sviluppiamo il gioco più sulle corsie esterne. In pratica siamo tornati a giocare come tre stagioni fa quando vincemmo il campionato di Eccellenza».
A inizio torneo se ti avessero detto che la tua squadra a metà febbraio sarebbe stata in vetta alla classifica cosa avresti risposto?
«Ero convinto che la squadra potesse crescere dopo il buon campionato della passata stagione ma che potesse arrivare a guidare la classifica avrei risposto no».
Oltre al modo di giocare cosa è cambiato rispetto alla passata stagione?
«Siamo più concreti nel senso che commettiamo meno errori».
Il segreto del Seravezza?
«La società prima di tutti. Organizzata come quella del Seravezza ne ho viste poche. Gestiscono ogni situazione con grande serietà e professionalità».
Qual è la tua favorita al successo finale?
«Per me resta il Ponsacco: ha il miglior organico oltre che una tradizione alle spalle. Anche se a mio avviso il miglior calcio è quello della Pianese che poi può vantare un bomber letale come il mio amico Lorenzo (Benedetti ndr). Ma la favorita ripeto è il Ponsacco squadra costruita per vincere».
Ponsacco che tra quindici giorni ospiterete al Buon Riposo. Sarà una partita determinante per il futuro del vostro campionato?
«La pressione sarà tutta dalla loro parte. Certo ora che siamo primi ci vogliamo rimanere. Ma loro sono condannati a vincere. Determinante non credo perché ci saranno ancora tante gare da disputare e con la classifica corta tutto può ancora succedere». —
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