Gioco
Bertilotti, il bomber cresciuto in fretta che fa sognare tutta Corsanico
Il ventunenne attaccante viareggino chiamato dai collinari dopo le 40 reti in 30 partite realizzate nell’ultima stagione
Quando in estate è approdato al Corsanico probabilmente Matteo Bertilotti non si aspettava di trovare lo spazio che finora il tecnico dei collinari Tiziano Farnocchia gli ha concesso. Una fiducia peraltro ben ripagata dal 21enne attaccante viareggino con buone prestazione impreziosite da sei reti che non sono poche per un esordiente in categoria. E soprattutto perché Matteo - nonostante un fisico longilineo, non certo da centravanti - ha dato dimostrazione di non avere paura nell’affrontare anche difensori scafati che negli ultimi sedici metri non fanno certo complimenti.
I gol quelli Matteo li ha sempre fatti. Fin da bimbetto con la maglia della Croce Verde, cresciuto da Stefano Francini, Marco Benedetti e Andrea Ceragioli, dove lo aveva portato papà Dario, il suo primo tifoso assieme a Greta, la ragazza di Matteo, che lo seguono ogni domenica. Dalla Croce Verde il passaggio al Piano di Conca dove con la formazione juniores segna caterve di reti (addirittura 40 in 30 partite nell’ultima stagione) che lo fanno entrare nel radar di Alessandro Crovara, dirigente del Corsanico.
Come è nato il tuo passaggio al Corsanico?
«Mi ha contattato Crovara ed ho risposto subito di sì. Sapevo di avere scelto una squadra che puntava in alto e dove avrei trovato compagni esperti e di valore che mi potevano aiutare a migliorarmi anche se c’era il rischio di giocare poco».
E invece, come ha dichiarato il tecnico Farnocchia, hai dimostrato di essere una piacevole sorpresa.
«Quando il mister mi ha chiamato all’opera ho sempre cercato di giocarmela al meglio. Devo dire grazie anche ai miei compagni di squadra che mi hanno aiutato ad ambientarmi in una categoria dove non avevo mai giocato: Ceciarini, Galli, Corsinelli per fare qualche nome tra i più esperti sono punti di riferimento importanti».
Da ragazzino hai mai sognato di diventare un calciatore professionista?
«Sinceramente no perché ho sempre visto il calcio come un divertimento da condividere con gli amici. E poi ho sempre avuto come priorità lo studio. Ho frequentato il liceo scientifico e dopo la maturità mi sono iscritto alla facoltà di scienze motorie».
Ma almeno un idolo lo avrai avuto?
«Quello di certo: Ibrahimovic nel suo periodo con la maglia dell’Inter, la squadra per la quale tifo».
Sei reti a metà campionato: ti sei posto un obiettivo?
«No. L’importante è che faccia bene la squadra. Poi se a fine campionato i miei gol saranno più o meno tanti poco importa. Più utile che il Corsanico raggiunga un risultato importante».
Il gol più bello tra quelli che finora hai realizzato?
«Quello contro la Fortis Camaiore: tutto spostato sulla destra ho effettuato un tiro che si è infilato all’incrocio dei pali dalla parte opposta». —
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