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Biagi, l’oro olimpico che Viareggio sembra aver dimenticato

Massimo Guidi
Biagi, l’oro olimpico che Viareggio sembra aver dimenticato

L’appello degli autori del libro “Orgoglio bianconero” «Eroe del ’36, gli si dedichi una strada o un impianto»

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Colmare una lacuna o meglio pagare un debito: quello che Viareggio ha nei confronti di uno dei suoi campioni, anzi di più, di un campione olimpico come Carlo Biagi, medaglia d’oro con la Nazionale di calcio a Berlino nel 1936, del quale non c’è evidenza di un ricordo in città. Ma c’è sempre un tempo per riparare ad un torto e la migliore occasione arriva proprio nell’anno del centesimo compleanno del calcio viareggino. Ad avere l’idea di chiedere al sindaco Giorgio Del Ghingaro di intitolare a Biagi una strada o comunque una struttura della nostra città sono stati gli ideatori di “Orgoglio Bianconero 1919-2019” il libro che racconta l’epopea delle zebre ed è stata accolta con entusiasmo dagli sportivi nel corso della serata al’hotel Bellariviera, uno dei “templi” del tifo bianconero.

Ma chi era Carlo Biagi? Viareggino doc, classe 1914 esordisce con il Viareggio a poco più di sedici anni, diventando punto di forza della squadra con la quale conquisterà la storica promozione in serie B dopo lo spareggio di Livorno contro la Lucchese in quella che la tifoseria bianconera considera ad oggi la “partita del secolo”. Nell’estate del 1936 passa al Pisa ed è proprio sotto la Torre che viene raggiunto dalla convocazione di Vittorio Pozzo (che convoca anche Giulio Cappelli, spezzino in forza al Viareggio) il quale si ricordava bene di quella mezz’ala dal gol facile, vista all’opera nell’amichevole che gli azzurri avevano sostenuto a Viareggio contro le zebre nel 1931. L’Italia va a Berlino e vince il titolo olimpico (unico nella storia azzurra) con Biagi che scrive il suo nome nel libro dei record della Nazionale italiana: è il primo giocatore ad avere segnato quattro reti con la maglia azzurra in una sola partita (al Giappone), il 7 agosto del 1936 al Mommsestadion di Berlino. Un record solo uguagliato molti anni dopo da altri cinque giocatori tra i quali Omar Sivori, Gigi Riva e Roberto Bettega. Dopo il successo alle Olimpiadi per Biagi si aprono le porte della serie A. Viene acquistato dal Napoli (tra i compagni di squadra trova Nereo Rocco) dove rimane per quattro stagioni (66 partite e 11 reti) prima di dire stop con il calcio nel 1940 e dopo avere terminato gli studi conseguendo la laurea in Economia e Commercio. Muore nell’aprile del 1986 pochi giorni prima di compiere 72 anni. —

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