Gioco
Il diciottenne tutto cuore e polmoni diventato il perno del Viareggio
Cosimo Belluomini è uno dei punti fermi bianconeri «Ringrazio Pagliuca, è il valore aggiunto di questa squadra»
Gamba, piede educato ma soprattutto tanta personalità nello stare in campo. Una caratteristica quest’ultima che per un diciottenne non è cosa da poco e che ha contribuito a fare di Cosimo Belluomini uno dei punti fermi del centrocampo del Viareggio yè-yè (venti anni l’età media anche nell’undici anti Gavorrano) di Luigi Pagliuca. Un posto da titolare che il ragazzo viareggino cresciuto nel Lido di Camaiore non aveva certo messo in preventivo anche perché nella sua ancor giovane carriera non aveva mai giocato da mezz’ala.
Ti aspettavi di diventare quasi subito un titolare?
No. Pensavo di mettere insieme qualche presenza soprattutto per acquisire esperienza in un campionato vero. Devo ringraziare il nostro allenatore che mi ha dato fiducia.
Un posto che comunque ti sei guadagnato a forza di prestazioni positive. Cosa ti ha facilitato nell’inserimento?
Probabilmente la mia fisicità in un campionato dove conta molto questo aspetto. Oltretutto per me il ruolo è inedito visto che ho sempre fatto l’esterno nel centrocampo a quattro o a cinque.
Corsa e fisicità le tue caratteristiche migliori. Dove devi migliorare?
Nella tecnica, ho molto da lavorare sotto questo profilo.
Un modello di riferimento?
Uno preciso no. Seguo tutti quei giocatori che hanno personalità e che in campo si prendono responsabilità.
E proprio avere trovato giovani con tanta personalità è una delle fortune del Viareggio. Concordi?
In pieno. Ti faccio un esempio i nostri terzini Chelini e Gaye hanno 21 e 20 anni ma la loro presenza in campo si sente come quella di due anziani.
Come ti sei trovato con Pagliuca?
È un allenatore molto competente, che sa lavorare con i giovani. A mio avviso è il valore aggiunto di questa squadra.
Cosa consiglieresti a un tuo coetaneo che deve scegliere tra andare a giocare in una Berretti o in serie D?
Non ci sono paragoni. Sempre in serie D perché è un campionato che ti forma maggiormente sia dal punto di vista tecnico che caratteriale.
E tu come sei approdato al Viareggio?
Conosco Cristiano Baroni che la scorsa estate mi chiese se volevo venire a giocare a Viareggio. Io ero reduce da una stagione con la Berretti della Lucchese dove pur giocando con continuità non mi sembrava di avere fatto grandi progressi. Quindi accettai subito.
Sogni un futuro nel calcio professionistico?
È il mio obiettivo. Ma per inseguirlo non intendo certo lasciare gli studi. Frequento il liceo scientifico, poi il prossimo anno vedremo quale facoltà scegliere, forse ingegneria.
Tra i tuoi compagni chi vedi pronto per sbarcare tra i prof?
Gaye e Sidibe.
Dove può arrivare il Viareggio?
Credo che possiamo aspirare a una salvezza tranquilla. —
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