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Il migrante del gol venuto dal Gambia «Da Viareggio sogno di arrivare in serie A»

Massimo Guidi
Il migrante del gol venuto dal Gambia «Da Viareggio sogno di arrivare in serie A»

Omar Gaye ha già ricevuto i complimenti di Marcello Lippi Con le zebre ha già messo a segno due reti consecutive

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Per la sempre vivace fantasia dei tifosi del Viareggio è il Roberto Carlos bianconero. Lui incassa e ringrazia, ci mancherebbe, anche se confessa che il suo modello è Patrice Evra. Paragoni a parte la realtà è che in poco tempo Omar Gaye è diventato un punto di forza del Viareggio. E anche Marcello Lippi e Massimiliano Maddaloni hanno avuto parole di elogio dopo averlo visto all’opera. Quando parte in accelerazione con la sfera attaccata al sinistro diventa difficile da contenere e grazie al suo piedino educato può fare male alle difese avversarie sia fornendo assist ai compagni che tentando la battuta a rete. Contro la Massese il ragazzino (21 anni) ha confezionato prima un servizio al bacio per Yuri Papi poi si è messo in proprio segnando su punizione il gol che ha evitato al Viareggio la sconfitta. Il secondo centro consecutivo dopo quello di Agliana. Ventuno anni di Banjul, la capitale del Gambia, approda sulle coste siciliane alla maniera di tanti giovani della sua terra due anni e mezzo fa. Ma a Gela non stava bene e così riesce ad ottenere il trasferimento a Napoli dove conosce Francesco Montervino, ex capitano del primo Napoli di De Laurentiis, responsabile dell’area tecnica dell’Afro Napoli che lo porta a giocare in quella società che accoglie ragazzi di tutte le etnie. Poi Juve Stabia e Messina prima di arrivare a Viareggio.

Come ti sei trovato nella nostra città?

«Sono contento perché a Viareggio sto veramente bene».

E tra i tuoi compagni con quali hai legato di più?

«Siamo un gruppo giovane quindi un po’ con tutti. Di più con Cipriani, Sidibe e Aramini con i quali condivido l’appartamento».

Quando hai iniziato a giocare a calcio?

«Da bambino anche se da noi non è facile giocare a calcio perché ci sono poche scuole calcio. Io ho avuto la fortuna di entrare in una di queste assieme a Musa Barrow (l’attaccante dell’Atalanta, ndr) con il quale sono rimasto molto legato. Ci sentiamo spesso e lui mi carica molto dicendo di non mollare».

Qual è il tuo sogno?

«Arrivare più in alto possibile. Se non in serie A comunque in un campionato professionistico. Arrivare magari in serie C e fare bene potrebbe darmi la possibilità di ricevere una convocazione per la mia nazionale».

In cosa devi migliorare per arrivare più in alto?

«Nella fase difensiva. Ho già lavorato parecchio alla Juve Stabia con mister Caserta ed il suo secondo Ferrara e anche quest’anno con mister Pagliuca. Ma ho ancora parecchio da progredire».

Nella tua vita un posto molto importante lo occupa la preghiera.

«Sì prego sempre. Perché Dio può darci sempre qualcosa. Se non oggi magari in futuro. Io prego parecchie volte al giorno e devo ringraziare tutti gli allenatori che ho trovato finora che mi hanno sempre consentito di farlo negli orari previsti». —

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di Redazione web