Il Tirreno

Versilia

Gaye, il terzino goleador arrivato con un barcone

Roy Lepore
Gaye, il terzino goleador arrivato con un barcone

Fuggito dal Gambia, è diventato un perno del Viareggio: «Ringrazio la città per come mi ha accolto, ricambierò in campo»

2 MINUTI DI LETTURA







Omar Gaye, terzino sinistro del Viareggio, un ragazzone di 20 anni arrivato dal Gambia per cercare fortuna nel nostro paese, è diventato uno dei beniamini dei tifosi bianconeri. Ha segnato due gol splendidi nelle ultime gare, una settimana fa ad Agliana e sabato su punizione fissando il punteggio sul 2 a 2 con la Massese. «Potevamo fare meglio - dice - però ci siamo impegnati tutti e volevamo la vittoria. Ora mercoledì con la Pianese dobbiamo fare attenzione».

Quella di Omar è una storia di sofferenza e paura e nello stesso tempo di grande speranza. È infatti uno dei tanti profughi partiti dal Gambia e arrivati in Italia su un barcone, che nel nostro Paese è riuscito a diventare un calciatore, come desiderava. È stato sotto contratto per un periodo in Lega Pro alla Juve Stabia, una parentesi all’Afgro Napoli, all’Acs Messina, per poi arrivare a Viareggio. È un ragazzo che prega molto e lo fa anche prima e dopo le partite («l’ho fatto anche sabato, ringrazio Dio, ho baciato il terreno dopo il gol perché ero felice»). «A Viareggio sto bene, grazie a tutta la gente, per come mi ha accolto, con me e i miei amici siete tutti bravi. Voglio ricambiare - promette - dando il massimo».

Ricordando il viaggio dall’Africa iniziato nel marzo del 2016, dice: «È stato molto duro, ho visto persone morire. Eravamo su una barca grande, ma mi sembrava piccolissima, ci stavamo in 150: mi sono tenuto stretto a una signora, le ho voluto bene. Quando siamo sbarcati in Sicilia sono stato accolto a Gela in una struttura per minori richiedenti asilo e lì ho ricominciato da dove avevo smesso, perché il mio sogno era di giocare a pallone. Sono un terzino sinistro, so correre e fare cross. I miei modelli sono Maldini ed Evra».

Parla discretamente l’italiano, ma vuole migliorarsi nella lingua e ha chiesto a Vivaldo Francesconi, uno dei collaboratori del Viareggio, di aiutarlo. Vivaldo spesso ospita a casa sua diversi calciatori, tra questi Salif Sibide, ragazzino del 2001 arrivato anche lui su un barcone dalla Libia, nel tragitto è deceduto il fratello e lui pur giovanissimo ha conosciuto le galere libiche; in campo è bravo e già diversi club professionistici lo seguono. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web