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Daniele Bortolotti, l’Allan del Seravezza che sta diventando anche uomo-assist

Massimo Guidi
Daniele Bortolotti, l’Allan del Seravezza che sta diventando anche uomo-assist

Nel derby col Real ha mandato in rete due volte Rodriguez «Ma la mia dote resta quella di recuperare palloni»

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Da tre stagioni è uno dei punti fermi del centrocampo del Seravezza. Già perché è difficile fare a meno di uno come Daniele Bortoletti, gran recuperatore di palloni nelle “tonnare” di metà campo. Un tipo, tanto per scomodare paragoni illustri, alla Allan, giocatore al quale si ispira. Ventisette anni, di Migliarino Pisano, gran tifoso del Pisa («tutti in famiglia facciamo un tifo sfegatato per i nerazzurri») ha iniziato a tirare i primi calci nello Spa Vecchiano prima di approdare, a 12 anni, nel settore giovanile del Pisa dove ha fatto tutta la trafila fino alla formazione Primavera con la quale ha partecipato anche alla Coppa Carnevale. Poi, dopo il fallimento del club nerazzurro, il passaggio al Ponsacco: tre stagioni con tanto di successo nel campionato di Eccellenza e in Coppa Toscana, poi nell’agosto di tre anni fa l’arrivo alla corte del Seravezza con il quale guadagna subito la promozione in serie D. Domenica è stato tra i protagonisti del derby vinto col Real Forte confezionando i due assist vincenti per Rodriguez.

In questo inizio di stagione oltre a fare (bene) il solito lavoro ti sei fatto apprezzare anche in fase di rifinitura e realizzazione. E’ cambiato qualcosa nel tuo modo di giocare?

«No. Gioco sempre da mezzala. E’ vero che ho già segnato due reti in campionato ed uno in Coppa oltre a fornire qualche assist ai miei compagni, ma credo che questa mia presenza più continua in fase offensiva rispetto agli altri anni sia dovuta principalmente a una migliore condizione fisica».

La caratteristica migliore di Bortoletti è…?

«La capacità di recuperare palloni in mezzo al campo. Chi mi piace in questo tipo di ruolo? Direi Allan del Napoli è tra i migliori interpreti e quando ho occasione di vedere qualche partita dei partenopei cerco di seguire con attenzione come si muove».

E un difetto da togliere?

«Nella costruzione del gioco. Devo cercare di verticalizzare di più le giocate».

Hai 27 anni ed una buona esperienza, ti senti pronto per il salto di categoria?

«Non nascondo che una speranza c’è. Comunque se non arriverà non me ne faccio un problema, cercherò di rimanere a fare una buona serie D».

A proposito: dove può arrivare il Seravezza?

«Possiamo fare bene perché la squadra è forte. Magari migliorare la posizione dello scorso campionato ed entrare in zona playoff».

C’è chi afferma che il campionato in corso è più difficile di quello dello scorso anno. Sei d’accordo?

«Sottoscrivo in pieno. Il maggior numero di squadre comporta un impegno maggiore poi la presenza di tutte le toscane ha sicuramente innalzato il livello del torneo».

La domanda della staffa è la più scontata. Qual è la tua favorita alla vittoria finale?

«Il Ponsacco. Non perché sono un ex, ma è la squadra più forte in assoluto». —

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