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IL DERBY: qui seravezza 

Vangioni felice a metà «Potevamo chiuderla con maggior anticipo»

Michele Morabito
Vangioni felice a metà «Potevamo chiuderla con maggior anticipo»

Che il SeraPozzi non fosse una meteora si era capito da un po’. Volare basso va bene, ma questa squadra ha qualcosa in più da dire rispetto ad una serena salvezza: dietro è molto solida, con un Tom...

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Che il SeraPozzi non fosse una meteora si era capito da un po’. Volare basso va bene, ma questa squadra ha qualcosa in più da dire rispetto ad una serena salvezza: dietro è molto solida, con un Tom Syku sempre più leader, a centrocampo con l’arrivo di Grassi, tesserato in extremis, c’è una soluzione in più con Granaiola che può avere più possibilità di esprimersi anche in avanti. Poi ci sono le altre certezze: Borgia, Bortoletti, Rodriguez ed un parco giovani interessante.

Allora Vangioni, possiamo dire che l’obiettivo non è più la salvezza?

«Non sempre bisogna dire la verità se si vuol fare il bene della squadra e per spingerla a dare il massimo. Abbiamo giocato bene ma ci sono state anche cose che non sono andate. Nel secondo tempo abbiamo concesso agli avversari di rimanere in partita seppure a due gol di distanza che nel calcio anche a dieci minuti dalla fine non sono una garanzia. Potevamo gestire meglio la palla, palleggiare di più e colpire per chiuderla definitivamente. Non lo abbiamo fatto e fino in fondo abbiamo dovuto tenere alta la concentrazione ed è per questo che ho continuato ad incitare i miei».

Dove il Seravezza ha vinto la partita?

«Avevamo visto i nostri avversari essere pericolosi in altri incontri sul piano del ritmo e della fisicità e ho voluto metterli in difficoltà proprio da quel punto di vista, mettendo in campo una formazione che alzasse il ritmo. Difficilmente veniamo battuti su questo piano ed infatti, abbiamo fatto meglio da questo punto di vista. Abbiamo un giocatore in più che è Grassi che ha fatto bene perché è da un po’ che è con noi, ma l’allenamento è una cosa, una partita è ben altro. In questa prima uscita ha fatto bene».

Tra i tanti che stanno facendo bene, sta diventando sempre più indispensabile il giovane Podestà. Cosa ne pensa?

«È un ragazzo che nasce attaccante esterno a cui stiamo cercando di insegnare altre cose e in particolare il ruolo di esterno nella difesa a cinque. Lo incito molto perché ha ancora delle cose da imparare, ma è sulla buona strada». —

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