La final four di Coppa Italia verso Trissino
Dopo quattro edizioni giocate in Toscana (Follonica e Forte), la sede destinata a spostarsi in Veneto
viareggio. La Coppa Italia di hockey su pista – in programma nei giorni 1, 2 e 3 marzo 2019 – potrebbe non svolgersi in Toscana: dopo quattro edizioni (tre a Follonica e una a Forte dei Marmi) la sede dell’evento sembra pronta ad emigrare in Veneto.
Questa almeno la voce che in maniera sempre più insistente inizia a circolare nei corridoi della Federazione e tra le squadre della massima categoria italiana. Diversamente dagli ultimi anni infatti sembra proprio che la Fisr (la Federazione Italiana Sport Rotellistici che detiene il compito di organizzare campionati e tornei di hockey su pista) abbia deciso di non affidare la sede della coppa nazionale ad un’asta al rialzo ma di assegnare di propria iniziativa la kermesse ad una delle piazze della serie A1.
Un procedimento del tutto lecito: è infatti il consiglio federale in totale autonomia a decidere la sede della Coppa Italia e può farlo con ogni mezzo ritiene necessario. Sia questo un’asta (il cui risultato rimane a discapito del consiglio stesso) oppure una decisione spontanea della commissione organizzatrice.
A tal proposito – stando alle voci che si sono rincorse negli ultimi giorni – sembra che la decisione sia già stata presa: la Final Eight sarebbe da disputarsi nel palasport di Trissino, una delle tante roccaforti venete dell’hockey su pista e “casa” della squadra allenata da Manuel Barcelò (tra le protagoniste in questo avvio di stagione e attualmente al nono posto in classifica). Questo, di fatto, comporterebbe un’ulteriore implicazione per la Final Eight: la matematica partecipazione del Trissino alla Coppa, anche qualora la squadra vicentina non sia riuscita a qualificarsi al termine del girone di andata tra le prime otto in classifica.
A discapito, ovviamente, dell’eventuale ottava classificata. Ancora nessuna conferma ufficiale è stata emessa dalla Federazione che tuttavia, interpellata da Il Tirreno a tal proposito, non ha neppure smentito quella che pare a tutti gli effetti una realtà già consolidata: sarebbe stato infatti il Comune di Trissino ad addossarsi tutte le spese di organizzazione (tra i 25 e i 30mila euro) proponendo alla Fisr un’offerta troppo allettante per essere rifiutata. –
G. B.
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