Il Tirreno

Versilia

il personaggio della settimana 

Noccioli, il bomber formato tascabile che sta risollevando il Viareggio

Massimo Guidi
Noccioli, il bomber formato tascabile che sta risollevando il Viareggio

Diciotto anni, fisico mignon, è il capocannoniere delle zebre «La rete più bella in bianconero? Quella con il Ponsacco»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO

A qualcuno ricorda Beppe Giovinco, l’ex bianconero (fratello di Sebastian) del Viareggio di Cuoghi che qualche stagione or sono deliziò la platea con le sue giocate (e i suoi gol) a dispetto di un fisico non certo da corazziere. Anche Francesco Noccioli (18 anni), baby bomber del Viareggio, ha dimostrato, a dispetto del fisico, di poter incidere in zona gol senza paura dei “giannizzeri” che circolano in categoria. Dopo la rete siglata a San Giovanni Valdarno, seconda di fila dopo quella nel derby con il Real Forte, il ragazzino cresciuto nel mito di Totti e che tifa Nibali è diventato il miglior realizzatore del Viareggio con quattro reti, tutte da attaccante vero.

In avvio di stagione Pagliuca lo aveva proposto da trequartista senza troppi risultati poi quando il tecnico pratese lo ha avanzato in prima linea il “buitre” di Navacchio ha iniziato a fare la differenza negli ultimi venti metri. Cresciuto nello Zambra ha giocato prime nelle giovanili dell’Empoli poi a Livorno con il quale nella passata stagione ha disputato la Coppa Carnevale segnando anche un gol contro la Rappresentativa di Serie D.

Ti aspettavi una prima parte di stagione così ricca di soddisfazioni?

«Sinceramente no, anche per come era cominciata. Poi ho iniziato a capire come si gioca in questa categoria dove si gioca molto con il fisico e le cose sono migliorate».

E soprattutto sono arrivati i gol. Qual è quello che ti è piaciuto di più?

«Sicuramente quello di Ponsacco perché non era facile girarsi dopo avere ricevuto il pallone spalle alla porta in mezzo all’ area affollata».

Alcuni dei tuoi gol sono arrivati anche grazie al lavoro di Udoh con il quale ti trovi a meraviglia.

«King fa tanto lavoro sporco. Combatte sui palloni alti e soprattutto è molto bravo ad allargare gli spazi sui quali io cerco di buttarmi».

Il tuo tecnico Pagliuca ti ha sempre difeso. Ti senti di ringraziarlo?

«Sì perché mi ha sempre dato fiducia. E sono contento di avere iniziato a ripagarlo».

Noccioli è cresciuto parallelamente alla crescita della squadra: sei d’accordo?

«Siamo cresciuti soprattutto dal punto di vista fisico e nelle ultime partite si è visto chiaramente».

Come è nata la tua passione per il calcio?

«Lo devo a mio papà Massimiliano, grande appassionato. Mi viene a vedere tutte le domeniche con mamma Manuela».

Oltre a giocare a calcio cosa fai nella vita?

«Studio. Frequento il liceo sportivo a Cascina. A giugno avrò la maturità. Ho scelto questa scuola perché mi piace lo sport in generale e, a prescindere come andrà con il calcio, mi piacerebbe rimanere a lavorare nell’ambiente sportivo».

Riesci a conciliare calcio e studio?

«Devo fare un po’ di sforzo. Studio tutti i giorni un paio d’ore quando torno dagli allenamenti oltre al lunedì che è giorno di riposo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca