Il Tirreno

Versilia

L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA 

Pagni, il fosforo del Forte 2015 che manda in gol i compagni

Massimo Guidi
Pagni, il fosforo del Forte 2015 che manda in gol i compagni

La matricola terribile in vetta grazie anche al suo “motorino” «Per ora pensiamo alla salvezza, poi più avanti vedremo...»

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FORTE

E' il motor-man, il cervello del centrocampo del Forte dei Marmi 2015, assoluto dominatore in questa prima parte della stagione del campionato di Prima Categoria. Già perché se è vero che Lossi e Tedeschi provvedono a far saltare i fortini avversari, è altrettanto vero che i "Calypso Boys" in salsa versiliese devono molte delle loro fortune ad Alessio Pagni, il regista della formazione di Giacomo Vannoni che da buon milanista è cresciuto nel mito di Pirlo.

Ventisei anni cresciuto nella Don Bosco Mazzola da "Chiodino" Mariani ed Ermanno Sorbo, ha poi giocato per cinque stagioni nelle giovanili del Livorno dove da attaccante viene arretrato in mediana. Poi Pietrasanta (in Eccellenza), Tuttocuoio e Camaiore (entrambe in serie D) prima di approdare al Forte dei Marmi del presidentissimo Ulivi. Alessio è nipote di Ferdinando Bertoni, uno dei migliori prodotti del calcio pietrasantese di metà del secolo scorso, tra i principali artefici della promozione in serie D del Pietrasanta al termine della stagione 1959/1960 quando i biancocelesti vinsero anche il titolo regionale scomparso 11 anni fa.

Quando hai cominciato a giocare a calcio?

«Avevo sei anni, il nonno mi portò alla Don Bosco Mazzola e devo proprio a lui quello che sono riuscito a fare nel calcio».

Poi arriva il passaggio al Livorno.

«Sì feci un provino per il Livorno perché la Don Bosco Mazzola era gemellata con la società labronica. Sono rimasto per cinque stagioni in amaranto».

Ricordi in particolare qualche compagno che ha fatto carriera?

«Ho giocato con Bardi, Ceccherini, Moscati e Dell'Agnello, tutti ragazzi che hanno fatto una buona carriera».

E tu non hai qualche rimpianto di non essere riuscito ad arrivare tra i professionisti?

«Non più di tanto anche perché sto facendo un lavoro che mi piace molto. Ho ottenuto la laurea in scienze motorie ed ora sto lavorando come preparatore atletico nelle giovanili del Forte 2015 oltre che in un centro fisioterapico».

Ma hai pensato a quale può esser stato il tuo limite?

«Mi ha sempre fatto difetto la grinta. Me lo hanno sempre detto un po' tutti ma io l'ho capito solo in età adulta».

E invece un pregio che ti riconosci?

«Quello di saper far girare la squadra e magari fornire qualche assist ai miei compagni. Ti dirò che sono più contento quando mando a rete un mio compagno che se vado a segno io».

Parole dolci per le orecchie dei "Calypso Boys".

«Me lo immagino visto che qualche rete glielo fatta realizzare».

Siete partiti alla grande: sei vittorie (cinque di fila) ed una sola battuta d'arresto. Dove potete arrivare?

«Viviamo alla giornata. Intanto pensiamo a raggiungere prima possibile la quota salvezza. Poi vedremo cosa si può fare in più». —

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