Gioco
Gabriele Nelli, il vice dello zar Zaytsev esploso nelle giovanili del Camaiore
L’opposto della nazionale azzurra di pallavolo fra i protagonisti del Mondiale
CAMAIORE
La Versilia del volley incollata alla tv per seguire le gesta di Gabriele Nelli, l’opposto della nazionale azzurra di pallavolo impegnata nei Mondiali e che domenica sera è stata ripagata con una super prestazione del ‘Nellone’ nazionale.
La favola di Gabriele, ora vice di Ivan Zaytsev inizia proprio da Camaiore. Lucchese di nascita, all’età di nove anni dopo aver provato diversi sport tra cui il basket, approda nell’Asd Camaiore di Carelli dove rimane per sette stagioni, fino a quando viene scoperto dal Trentino Volley, dove, dopo un solo anno di lontananza tornerà quest’anno. L’inizio. «Inizialmente facevo basket con un amico, Mirko, ma poi abbiamo smesso e lui ha iniziato a giocare a pallavolo. A scuola era insieme a Davide Nelli che giocava a Camaiore e dato che a Lucca non c’era tanto movimento ho deciso di andarci anche io, li sono rimasto anche quando il mio amico ha smesso perché mi trovavo bene con i compagni. Mi è sempre piaciuto il gioco di squadra - racconta Gabriele ripensando ai suoi primi anni a Camaiore – inizialmente però la pallavolo per me era un gioco per stare insieme e fare sport, per uscire dall’ambiente della famiglia. Un modo per divertirsi. Crescendo poi mi sono appassionato».
Diversi sono gli allenatori che lo hanno avuto a Camaiore: «Tutti mi hanno dato qualcosa e mi hanno permesso di arrivare a Trento», ha detto Nelli, un giocatore che tutti ricordano con grande piacere anche per la sua voglia di allenarsi.
«Ho ricordi molto belli – racconta Alessandro Tosi che lo ha avuto nell’under 14 e nella selezione provinciale – Nellone era sempre molto disponibile ad allenarsi con i compagni. Era sempre seguito dai genitori anche perché da Valpromaro a Camaiore è una piccola trasferta. Quando ci incrociamo per palazzetti, è sempre un piacere salutarlo anche se – conclude Tosi con il sorriso – quel suo accento trentino stona con i miei ricordi».
Un periodo buono quello di Nelli per il Camaiore, da dove sono partiti anche Lorenzo e Federico Tosi, qualche anno in serie A per il primo ed una carriera che prosegue per il secondo (ora in forza a Latina), due tra i ragazzi che Gabriele sente ancora, come Lazzotti o Panegos. E proprio con quest’ultimi ha fatto il camp fortunato nel Bondone che ha attirato l’attenzione della Trentino Volley, società in cui è approdato un anno dopo aver deciso di dire no alla Sisley Treviso, perché ancora quattordicenne non si sentiva pronto per lasciare tutto ed anche perché forse, la pallavolo non era ancora il suo sogno.
Il legame di Gabriele con la Versilia passa anche dal mare dove quando riesce fa una scappata: «Se ho tempo, e quest’anno è stato veramente poco – ammette – vado al mare in Darsena. Viareggio invece l’ho vissuta più la sera quando uscivo con gli amici».
Nonostante il poco tempo, è riuscito anche a trovare un ritaglio per la sua grande passione: «una volta o due sono andato sul molo a pescare, per rilassarmi con gli amici».
Passione - la pesca - che condivide fin da bambino con lo zio Gianluca Sorri ed il papà Massimo Nelli. Un predestinato. «Ha sempre avuto una grande voglia di imparare, di emergere e fare bene – ha detto Maurizio Volpe, all’epoca il direttore sportivo del Camaiore che lo ha accompagnato a Treviso prima e Trento poi - averlo in palestra è sempre stato un lusso. Un ragazzo intelligente che seguiva tutti gli allenamenti con attenzione per apprendere da tutti. Era un predestinato, con la sua altezza e le sue mani. Sono e siamo molto orgogliosi dei suoi successi».
Tra sogno e realtà. Da quando ha deciso di fare del volley il suo futuro Gabriele si è prefissato un obiettivo e adesso sta vivendo il suo sogno: «Tutti vorrebbero essere in Nazionale, ma pochi ci riescono. Rappresentare la propria Nazione è il sogno di ogni sportivo. Le nazionali giovanili sono andate bene ed ora sono qui, il duro lavoro ed i sacrifici fatti, stanno ripagando con questi risultati», ha detto Nelli che domenica ha infiammato il Forum di Assago: «Giocare in una palazzetto così è diverso dalla serie A: l’adrenalina è maggiore, provi a dirti che devi lasciare fuori l’emozione, ma poi totalmente non ci riesci e così all’inizio eravamo contratti, ma poi abbiamo dimostrato di avere carattere e voglia di fare bene e che anche noi possiamo tenere il campo».
Questo perché Blengini contro l’Olanda ha schierato le seconde linee o meglio ha ‘sciolto i cani’: «Per scherzare, tra di noi è nato l’hashtag #liberaicani» - ha spiegato Nelli sorridendo.
E sempre con il sorriso racconta la gioia provata nel ricevere i messaggi di questi giorni: «Mi hanno scritto tantissime persone, anche del Paese o che non sentivo da tempo, è stato bello». Così come lo è stato giocare a Firenze da toscano: «Un’emozione ancora più grande perché erano presenti amici e parenti».
Sarà lui lo Zarino? «La strada è ancora lunga – ha detto Nelli – ma il lavoro di oggi potrà ripagare un domani. Io sono molto contento di essere qui e resto a disposizione. Spero un domani di giocare come titolare in Nazionale. Fare da secondo a Zaytsev è bello perché c’è molto da apprendere, da vedere. Ivan ha molto carattere in tutto quello che fa».
E alla domanda se pensa di riuscire a scalzare almeno un po’ lo Zar, dopo la bella prova contro l’Olanda, risponde pronto: «Non so, lui in questo ruolo è uno dei migliori al mondo. Spero un giorno di essere come lui. Essere in Nazionale non significa essere arrivati, ora bisogna riuscire a tenere sempre un certo livello e migliorarsi per essere confermati». —
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