Gioco
Per Gianmarco Lossi una tripletta “storica” con dedica speciale al piccolo Nicolò
Sue le tre reti con cui l’”altro” Forte dei Marmi brinda alla vittoria nell’esordio assoluto in Prima categoria
VIAREGGIO
Quando ha segnato il primo dei suoi tre gol che hanno bagnato l’esordio assoluto del Forte dei Marmi 2015 in Prima Categoria, Gianmarco Lossi ha fatto una lunga corsa fino alla rete per dedicare il gol a Nicolò, il suo bambino di otto mesi, che mamma Silvia aveva portato al campo di via Versilia. E con il piccolo Nicolò hanno fatto festa anche mamma Caterina e papà Renato (ex portiere così come lo zio Andrea Prosperi) e la sorella Diletta. Non è la prima volta che al ragazzone di Seravezza (è alto un metro e novanta), da sette anni in forza alla squadra cara al presidente Ulivi, riesce l’exploit, ma questa volta la tripletta entra di diritto nella storia del club chiamato a giocare in Prima Categoria proprio pochi giorni prima dell’inizio del torneo al posto del Pieve a Fosciana.
Ventinove anni, cresciuto nel Versilia ’98 sotto le cure di Carlo Venè, Gianmarco ha poi vestito per quattro anni (nelle giovanili) la maglia della Massese per poi iniziare a giocare nei campionati dilettanti con Seravezza e Versilia dove il “mago” Enrico Galleni intuisce che il ragazzo ha grandi possibilità nel ruolo di difensore centrale sia per il fisico che per il lancio preciso a lunga gittata. Poi il passaggio al Forte 2015 dove Giacomo Vannoni lo utilizza in tutti i ruoli, quasi sempre in attacco, anche se lo stesso Vannoni sostiene che se ci avesse creduto Gianmarco avrebbe potuto fare una buona carriera proprio da difensore centrale.
Difensore, centrocampista o attaccante per te non fa differenza. Ma qual è il ruolo che preferisci?
«Quello del trequartista, il mio ruolo di origine, anche se mi piace giocare sia in difesa, cosa che faccio nel torneo delle Contrade con la Quercia, che in attacco dove mi diverto con il mio amico Giacomo Tedeschi. In questi anni con la maglia del Forte abbiamo segnato assieme oltre 250 reti».
Già i “Calypso-boys” (soprannome dato a Cole e Yorke dello United alcuni anni fa) in salsa versiliese. Chi vi ha messo il soprannome?
«E’ stato Matteo Pucci, un altro dei giocatori storici del Forte 2015, visto che io e Giacomo siamo molto amici anche fuori dal campo, proprio come Yorke e Cole».
Visto che papà Renato e lo zio Andrea sono stati portieri hai mai pensato di giocare inquale ruolo?
«Veramente no. Però ho sempre detto a Giacomo (Vannoni ndr) che alla bisogna sono pronto anche ad andare tra i pali».
Hai qualche rimpianto per non essere riuscito a giocare in categorie superiori?
«No. E’ vero che sono stato un po’ frenato quando ero alla Massese per un infortunio che mi ha tenuto lontano dai campi per un anno. Ma non credo di avere rimpianti».
Qual è stato il tuo modello calcistico?
«Kakà e Totti e siccome faccio il tifo per la Fiorentina ho sempre ammirato Rui Costa, che ho visto giocare solo nei filmati e Mutu». —
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