Italia
Viareggio in semifinale con il vento forza 7
Nei quarti i bianconeri spazzano via Nettuno e avanzano. Stasera alle 18 la sfida contro Catania: in palio il pass per la finale
VIAREGGIO
Archiviare e guardare avanti. A cosa? A quella che somiglia a una finale anticipata e non, come effettivamente è, una semifinale di Coppa Italia. Contro chi? Catania. Quando? Questo pomeriggio alle 18. Dove? Al Matteo Valenti Beach Stadium.
Il Viareggio ci arriva rinfrancato da un dato su cui porre l’attenzione: gli zero gol al passivo nelle sfide di giovedì con il Sicilia e ieri con il Noname Nettuno. Vinta, quest’ultima, 7-0.
Il merito non è in gran parte da attribuire al “cannibale” Gori, come accade solitamente. Perché “Tin-Tin” il cartellino lo ha timbrato per ultimo, nonostante ci avesse provato in tutte le maniere, invano, prima di trasformare un comodo tiro libero a risultato già acquisito, quando a renderlo tale avevano provveduto Anderson, Spaccarotella (doppietta), Remedi (su rigore), Pacini e Capo.
Le bocche di fuoco a disposizione di Santini – eccezion fatta per Gori – sono rimaste a secco, con Valenti e Bryan a cui la dea bendata ha negato la gioia personale. Dettagli superflui, se inseriti nel contesto di una squadra capace di mostrarsi padrona dall’inizio alla fine, con una invidiabile tenuta difensiva, raramente messa a dura prova da un Noname Nettuno che, come il Sicilia, in avanti è stato inconsistente. Carpita, comunque, ha risposto presente in ogni occasione.
Il Viareggio aveva flirtato ripetutamente col vantaggio, trovandolo solo al 7’della frazione d’apertura con la stoccata di Anderson, in netta e vistosa crescita rispetto all’avvio di stagione.
Nel periodo centrale Spaccarotella è salito in cattedra, siglando una doppietta in rapidissima sequenza: colpo di testa su invito dello stesso Anderson e tocco a porta sguarnita su assist di Marinai. A rendere il solco troppo profondo ci ha pensato Remedi, che con freddezza ha realizzato il rigore del 4-0, punteggio di per sé rassicurante, ancor più ampio grazie alla deviazione aerea di Pacini e alla conclusione mancina di Capo. Poi, in fondo, il “settebello” a firma di Gori, ora a quota 307 in bianconero. Da quel momento (9’) ai tre fischi dell’apertura l’unica priorità è stata evitare di subire una rete, pericolo aggirato con disinvoltura da D’Onofrio.
E ora la semifinale, contro un Catania che si è sbarazzato senza eccessivi affanni della Vastese. L’incrocio è da urlo, l’avversario stracolmo di campioni. Nell’altro confronto (alle 16, 45) il Terracina se la vedrà con il Canalicchio. –
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