Toscana
Per Sodini inizia il dopo Cantù Ora allenerà Capo d’Orlando
Il tecnico viareggino dovrà riportare subito la squadra siciliana in serie A1 «Dobbiamo far parte da subito del gruppo che si giocherà la promozione»
VIAREGGIO
Coach Marco Sodini riparte da Capo d’Orlando, Legadue, dopo l’addio a Cantù e una stagione che lo ha incoronato come terzo miglior allenatore della serie A1 di basket. In Sicilia l’allenatore viareggino è stato accolto con grandi onori ed avrà il compito di riportare la Orlandina Basket subito nella massima serie, con un progetto ambizioso di risalire nell’Olimpo del basket nazionale per rimanervi in maniera costante.
La firma è giunta nel giorno del quarantacinquesimo compleanno dell’allenatore e nasce sotto i migliori auspici. Dopo l’addio a Cantù, Marco Sodini ha rifiutato altre panchine prima di scegliere Capo d’Orlando, città in provincia di Messina, a metà strada con il capoluogo regionale Palermo, scegliendo il progetto tecnico della società: una città di mare, la cui spiaggia e le cui cui onde sono state immortalate nella canzone ‘Sapore di sale’ e il cui Palazzo del lo sport è dedicato ad Alessandro Fantozzi, mito del basket livornese che venti anni fa chiuse qua la carriera inventando la passione per il basket degli orlandini a suon di canestri ed assist».
Marco Sodini, perché ripartire da Capo d’Orlando in Legadue dopo un anno da protagonista nella massima serie?
« In Sicilia ho subito trovato il feeling con la società e con la proprietà, la famiglia Sindoni, che sono anche dei grandi intenditori di basket e che sono notoriamente una garanzia per poter svolgere al meglio il lavoro di allenatore. Al primo colloquio c’è stata subito la massima intesa sulle metodologie di lavoro e sui programmi che sono ambiziosi, ovvero, riportare l’Orlandina subito in serie A1, costruendo un quintetto di grande qualità e trovando giovani da valorizzare per completare il roster. Ho trovato una organizzazione di primo livello, fatta di persone che conoscono l’ambiente. Si è creata subito una empatia con società e città che ci ha spinto a chiudere rapidamente».
Quali sono i pro ed i contro di questa scelta?
«La grande organizzazione è un punto decisivo quando si sceglie dove lavorare. Logisticamente chiaramente saremo costretti sempre a grandi spostamenti, perché non vi sono trasferte vicine ed il più vicino aeroporto comporta comunque, due ore di trasferimento all’andata e al ritorno. Non è un problema, lo sappiamo e ci organizzeremo al meglio».
Quando inizi?
«Direi da subito, perché insieme al direttore sportivo dobbiamo costruire la squadra e lo vogliamo fare portando giocatori di qualità e motivati dal progetto: abbiamo a disposizione un budget adeguato per giocarci da subito il ritorno in A1. Quest’anno ci saranno due gironi di Legadue e solo la prima passa direttamente. Ci faremo trovare pronti per essere subito tra le prime due o tre del girone, che si giocano la promozione».
Quali sono state le prime sensazioni in città?
« Beh, Capo d’Orlando è proprio sul mare ed il mare fa sempre la differenza». —
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