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Versilia

Greta, un po’ di Versilia va ai mondiali di calcio

di Gabriele Noli
Greta, un po’ di Versilia va ai mondiali di calcio

La viareggina Adami fra le azzurre che hanno conquistato il pass per Francia 2019 «Non mi rendo ancora conto, ma devo ancora sudarmi la convocazione finale»

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VIAREGGIO. L’identificazione di Marcello Lippi come anello di congiunzione tra Viareggio e il Mondiale è ormai realtà da dodici anni. Adesso però si può cominciare a prendere seriamente confidenza con una variante al femminile. Perché tra le azzurre che hanno ottenuto la qualificazione alla fase finale dei campionati del mondo di calcio (in programma in Francia nel 2019) c’è anche Greta Adami, occhi chiarissimi e città d’origine in comune con l’attuale commissario tecnico della Cina. Non era in campo e neppure in panchina, venerdì sera, nel successo per 3-0 sul Portogallo che ha certificato l’impresa maiuscola della Nazionale, un ventennio dopo dalla precedente. Quella notte carica di adrenalina lei l’ha vissuta dalla tribuna dell’Artemio Franchi, il medesimo stadio in cui un anno fa consegnava idealmente al cielo il suo primo scudetto con la Fiorentina Women’s. Esclusione che non intacca in alcun modo il coinvolgimento della centrocampista viareggina in un risultato da far gravitare al polo opposto del fallimento dei maschi.

Greta, un’Italia che andrà ai Mondiali c’è. E lei ne fa parte. La prima reazione?

«Rendersene conto è complicato, servirà tempo. Da settembre si è creato un gruppo spettacolare, caratterizzato dalla tranquillità e dalla fiducia reciproca, questo ci ha permesso di credere in una qualificazione che mancava da vent’anni».

E l’affetto, attorno a lei e la Nazionale tutta, è cresciuto a dismisura.

«Ho ricevuto tantissimi messaggi. Mi fa un enorme piacere e spero che accada più spesso, vorrebbe dire che le cose vanno sempre meglio (sorride, ndr). E’ comprensibile che quando si vince il seguito sia maggiore. E’ una piacevole abitudine, non uno stress».

Ha assistito dalla tribuna alla partita della qualificazione. Con quale stato d’animo?

«Sono rimasta tranquilla perché mi sento parte del gruppo. Il ct compie le sue scelte ed è giusto così. Nutrivo più ansia io di chi era in campo, alla fine è stata una liberazione».

Sempre al Franchi, un anno fa, si prese lo scudetto.

«Stesso stadio, gioie diverse. Come i percorsi e le storie di questi due successi. Me li godo entrambi sapendo di essere cambiata».

In cosa?

«Per quanto io solitamente faccia molta autocritica, adesso sono più tranquilla e consapevole, grazie alla fiducia che i vari allenatori hanno riposto in me. Quando ero più piccola, alcuni scherzando mi ripetevano: “Greta, arriva in Nazionale, che voglio la maglia”».

Ai Mondiali manca ancora un anno. Ci pensa già?

«Assolutamente no. Vada come vada, io sono comunque contenta così. Anche per la conquista della Coppa Italia con la Fiorentina Women’s. E’ chiaro che durante la prossima stagione darò tutto quello che ho per meritarmi la convocazione, ma fasciarsi la testa adesso sarebbe completamente inutile».

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