Gioco
Greta Adami a caccia del pass mondiale con l’Italia rosa del calcio
VIAREGGIO. Quello stadio, l’Artemio Franchi, è un po’ anche suo. Proprio lì, poco più di un anno fa, Greta Adami celebrava il primo scudetto con la Fiorentina Women’s. Stasera, nel medesimo campo,...
VIAREGGIO. Quello stadio, l’Artemio Franchi, è un po’ anche suo. Proprio lì, poco più di un anno fa, Greta Adami celebrava il primo scudetto con la Fiorentina Women’s. Stasera, nel medesimo campo, potrebbe coronare un altro sogno, colorato d’azzurro. Che non è solo suo, ma anche di una nazionale e pure di una nazione: se l’Italia batterà il Portogallo (ore 20,45, diretta su Rai Sport) otterrà con largo anticipo la qualificazione ai Mondiali di calcio femminile che si disputeranno in Francia nel 2019.
Attenzioni e speranze elevate all’ennesima potenza sul commissario tecnico Milena Bertolini e le sue ragazze – Greta compresa – dopo i disastri dei maschi, che invece la loro occasione l’hanno clamorosamente cestinata. La Adami, 26 anni da compiere il prossimo 30 luglio, nel 2018 è entrata stabilmente nel giro della Nazionale: l’esordio a gennaio, nell’amichevole di Marsiglia con la Francia, una manciata di minuti sul prato del Vélodrome per prendere confidenza con quella maglia che di lì in avanti le sarebbe appartenuta. Con meriti e certezze.
Il dubbio che potesse trattarsi di una parentesi è stato inequivocabilmente dissipato dalla convocazione da parte del ct per le successive partite dell’Italia (aprile), più rilevanti perché ufficiali, di qualificazione ai Mondiali. Stasera Greta – che nella sua personalissima bacheca può fregiarsi anche di due Coppa Italia con la Fiorentina Women's – come le compagne potrà contare sul sostegno di un pubblico, quello del Franchi, che nel passato ha dimostrato di essere vicino a loro. L’Italia non partecipa alla fase finale di un mondiale da quasi un ventennio (l’ultima volta negli Stati Uniti, era il 1999): c’è l’occasione e con essa le condizioni per rompere il sortilegio. E lasciare così che il Franchi possa diventare nuovamente un luogo di festa.
Gabriele Noli
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