Italia
«Pieri? Fosse per me sarebbe già confermato»
Il ds Pellegrini promuove il tecnico: «Non smantelleremo questa squadra, può ancora far bene»
CAMAIORE. Guadagnato l’approdo in Eccellenza, in casa Camaiore si tirano le somme su quella che è stata la stagione e su quello che sarà il futuro della squadra. L’obiettivo del passaggio di categoria, inseguito tutto l’anno, è stato raggiunto: il successo contro il Pratovecchio Stia ha legittimato il lavoro di una società che solo dodici mesi fa era in cerca di una base da cui ripartire, con il forte timore di veder chiusa per sempre la possibilità di fare calcio a certi livelli. Passata la paura e ritrovata l’Eccellenza adesso è il momento di cominciare a costruire mattone su mattone il futuro: l’intenzione è quella di non smobilitare, valorizzare i giovani e proseguire possibilmente con la stessa guida tecnica.
Le responsabilità maggiori di questo successo vanno condivise soprattutto tra due figure determinanti, che hanno saputo fare da collante ad un gruppo che ad inizio anno pareva dare certezze a livello di singoli, ma che rimaneva un grande punto interrogativo a livello tattico. Si tratta di mister Mirko Pieri e del direttore sportivo Iacopo Pellegrini. «Il dinamico duo», come è stato ribattezzato in questi mesi, è stato chiamato a raccogliere i cocci della caduta in Promozione, con l’obiettivo di ricostruire e riportare il Camaiore nella categoria che il suo blasone merita. Missione compiuta, non senza qualche auspicabile tribolazione. «E’ stato un percorso importantissimo – dice Pellegrini - iniziato con una retrocessione e la necessità di creare ex novo staff e squadra. Siamo stati capaci di creare il mix giusto di giovani e giocatori esperti, attraverso alcune difficoltà e qualche valutazione sbagliata. Vincere subito non è mai facile. Dedico questo traguardo ai fratelli Norberto e Michele Pardini, che gestiscono con serietà questa società e meritavano questa gioia dopo qualche delusione di troppo».
Il direttore sportivo ed il tecnico – entrambi di fatto alla loro prima vera esperienza - hanno saputo lavorare in sinergia sin dal primo giorno, condividendo molte delle scelte felici che hanno portato il Camaiore al passaggio di categoria, su tutte quella di puntare su un blocco giovane di sicuro avvenire. «Siamo due personalità molto differenti – rivela il ds -: più riflessivo il mister, più sanguigno io. Il nostro rapporto è schietto e sincero, lavoriamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ma l’artefice di tutto è stato mister Pieri, che ha saputo tirare fuori il meglio da ogni singolo, soprattutto da quelli con meno esperienza. Cito per tutti D’Alessandro e Contipelli, tra i migliori giovani che abbiamo, ma vanno fatti i complimenti a tutta la squadra, fatta di uomini e ragazzi con dei valori».
A promozione acquisita diventa necessario cominciare subito ad organizzare l’assetto per il campionato che verrà. L’idea della società è comunque quella di attendere la finale di domenica contro lo Sporting Cecina per poi sedersi ad un tavolo e programmare il futuro. L’intenzione è quella di dare continuità al progetto vincente inaugurato quest’anno senza rivoluzioni, valorizzando giovani di prospettiva e inserendo qualche pedina di esperienza. «Per adesso ci godiamo il momento e la gioia di essere tornati dove volevamo – dichiara l’ex capitano bluamaranto -. E’ stata un’annata dispendiosa, soprattutto dal punto di vista emotivo. Del futuro ne parleremo più avanti, assieme alla società. Sicuramente non stravolgeremo la squadra: abbiamo una base importante fatta di giovani, adatta anche per affrontare l’Eccellenza, che cercheremo di migliorare e valorizzare. Il mister? Fosse per me sarebbe riconfermato senza dubbio, ma ne parleremo serenamente con lui e la società nelle prossime settimane».
Ale.Bra.
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