Gioco
Stagi, l’ultima volta in pista davanti ai suoi tifosi
Martedì a Lodi il portiere rossoblù appenderà i pattini al chiodo: «A 44 anni è l’ora di dire basta»
FORTE DEI MARMI. La gara 1 di questa sera segnerà anche l'ultima partita tra le mura di casa per uno dei giocatori che, a Forte dei Marmi e con la maglia rossoblù, ha scritto la storia: Federico Stagi è giunto infatti alla decisione di appendere i pattini al chiodo. Poco inciderebbe su questa scelta perentoria la necessità - dopo un anno di dolorosi allenamenti con un tendine rotto alla spalla sinistra - di operarsi giovedì prossimo. «Martedì a Lodi giocherò la mia ultima partita ufficiale, dopodiché mi ritirerò e continuerò con la mia vita - dichiara il portierone fortemarmino - sono cose naturali alla mia età, non ci vedo niente di straordinario: domenica prossima compirò 44 anni, non sono più un ragazzino e lo sport è una di quelle cosa che, prima o poi, porta chi lo pratica a doversi fermare. È fuori dalla norma chi continua oltre i propri limiti: io li riconosco e li accetto con serenità, senza rimpianti».
Questa sera quindi per la "saracinesca" rossoblù sarà l'ultima partita di fronte al proprio pubblico che, fin dai suoi esordi, lo ha apprezzato ed applaudito. Stagi si è infatti avvicinato all'hockey proprio nella squadra della sua città nel 1982, all'età di soli 8 anni, e da allora ha conquistato con la squadra versiliese due promozioni in A1: nel 1997/98 e nel 1999/2000 quando venne premiato come miglior portiere della categoria. Nell'arco della sua lunga carriera però ha anche vestito la maglia del Prato (dal 2004 al 2007, periodo in cui si conquistò anche la convocazione in Nazionale), del Cgc Viareggio (2007-2008) e del Sarzana (dal 2009 al 2011).
Le uniche vittorie nel suo palmares risalgono però proprio al suo più recente ritorno tra i rossoblù: i tre scudetti finora conquistati, le due Supercoppe Italiane e la Coppa Italia dello scorso anno. «La finale del primo scudetto contro il Valdagno rimarrà un ricordo indimenticabile - racconta Stagi - anche perché tutti noi che l'abbiamo vinta rimarremo nella storia di questa squadra. Però se dovessi dire un ricordo particolarmente caro - ammette - non sarebbe legato alle vittorie ma ai rapporti e alle amicizie che in tutti questi anni ho stretto. Questo, al di là delle vittorie che sono arrivate solo negli ultimi anni, penso che sia il bagaglio più prezioso che possa avere ora che ho deciso di ritirarmi». (g.b.)
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