Italia
Mirko, è un addio amaro «Noi eravamo inferiori»
Il talento bianconero lascia il Cgc dopo la scoppola del PalaCastellotti «Ma questa sconfitta non deve oscurare una stagione comunque positiva»
VIAREGGIO. Lo stop imposto dal Lodi nella gara cinque delle semifinali scudetto obiettivamente ci poteva stare. Quello che invece ha sorpreso in negativo è stato il risultato finale, quell' 11-3 che - per come è arrivato sulla pista del PalaCastellotti - obiettivamente i più non si aspettavano. Specialmente dopo la brillante prova offerta quattro giorni prima nella gara quattro disputata al palaBarsacchi, un incontro dove tutta la squadra di Alessandro Bertolucci si è ben battuta ed è stata lungamente applaudita, a partire da quel campione che resta Mirko Bertolucci.
Il numero 85 del Cgc ha preannunciato come, nella prossima stagione, giocherà in un'altra squadra, il cui nome lo annuncerà più avanti. Ma proprio all'indomani della delusione incassata al palaCastellotti, nella propria analisi di questa partita, ci tiene a sottolineare la bontà del lavoro svolto da tutto il team nell'arco della stagione. «E' stata una partita fine a se stessa, dove credo non ci sia molto da dire. Non siamo entrati male in pista, ma dopo dieci minuti- commenta Mirko – nostre disattenzioni e alcune palle ferme hanno per così dire “ rotto” l'andamento del match. Sono persuaso che il risultato finale sia veramente troppo pesante per noi, considerato per come ce la siamo giocata fino in fondo».
Il campione bianconero aggiunge poi. «Voglio ricordare un aspetto che ho sempre sottolineato nelle mie precedenti dichiarazioni e cioè che la squadra di Resende è più forte di noi. Finché siamo stati in partita nei confronti precedenti ce l'abbiamo fatta e bene, ma la loro qualità è superiore. Voglio anche aggiungere che nella mia storia dell'hockey ho visto tante partite scapparti di mano nel finale di stagione ma questi tipi di gare non devono assolutamente cancellare quanto di buono è stato fatto in precedenza. Lodi, Forte dei Marmi e Breganze erano unanimemente ritenuti più forti di noi che venivamo considerati come quelli che, nella lista delle favorite, erano immediatamente sotto. Credo perciò che il Centro abbia disputato una stagione positiva: non eravamo una squadra forte, da vincere, potevi invece conquistare certi traguardi se tutto ti andava bene».
Bertolucci chiude poi con un pensiero dedicato ai tifosi: «Capisco la loro amarezza – conclude - ma non devono dimenticarsi che in questi nove mesi abbiamo lottato alla pari con le più forti e questo rappresenta un segnale chiaro in vista della prossima stagione».
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