Gioco
Ricorso del Valdagno il giudice sportivo sospende il risultato
In attesa della decisione della corte di appello federale i rossoblù continuano a lavorare. Motaran: che gioia quel gol
FORTE DEI MARMI. La vittoria del Forte dei Marmi in gara 2 resta in sospeso. Il Valdagno ha presentato ricorso contestando l’entrata in pista di alcuni giocatori e membri dello staff a tempo non ancora scaduto, nel frattempo la federazione non ha omologato il risultato della gara. In attesa di capire se la sentenza della corte di appello federale giungerà in tempo utile per evitare rinvii della gara di sabato, i rossoblù continuano ad allenarsi in vista del prossimo match. Con ancora nella mente e nel cuore le immagini e le emozioni di martedì sera. A partire da quelle regalate da Davide Motaran. Insaccare il tiro della disperazione – o della speranza – da 35 metri nella porta difesa per tutta la serata da un super-Cunegatti è un’impresa che poteva riuscire soltanto a lui: un missile rasoterra sul suono della sirena che ha decretato la fine del match che ha fatto letteralmente esplodere di gioia il palasport di Vittoria Apuana sigillando ai tempi regolamentari la vittoria del Forte dei Marmi nella gara 2 dei quarti di finale.
Motaran, martedì una partita decisa negli ultimi 52 secondi dopo un dominio assoluto che non ha portato frutti: come l’avete vissuta dalla pista?
«È stata una partita stranissima. Abbiamo dominato tirando in porta da ogni angolazione e da ogni distanza attaccando per 45 minuti su 50. Loro sono stati pericolosi solo sulle palle inattive, cosa che non possiamo permetterci di regalargli in queste partite così come troppe situazioni di inferiorità numerica come nell’episodio del loro gol ad inizio partita. Siamo stati bravi a non lasciarci portare alla disperazione da un Cunegatti che sembrava in grado di parare ogni cosa: sarebbe stato facile scoraggiarsi di fronte a una prestazione così del loro portiere, dopo tante occasioni sfumate, invece ci abbiamo creduto fino all’ultimo secondo. Dove direi è capitata la cosa più strana di tutte: dopo esserci fatti parare tiri da pochi centimetri, abbiamo vinto grazie a un tiro diretto infilato con freddezza da Pagnini e a un tentativo da 35 metri».
Quando ha capito di aver segnato proprio colpendo la pallina dall’altro capo della pista?
«Mi sono detto: tanto vale provare. I secondi stavano per scadere, non potevamo costruire un contropiede per avvicinarci quindi ho tirato con tutta la forza che avevo. Quando ho visto il palazzetto urlare di gioia ho realizzato quello che avevo fatto, e allora mi sono solo lasciato solo trascinare dalla felicità».
Avete evitato il primo ko, sabato però vi giocate nuovamente tutto in 50 minuti. Come ci si prepara a una seconda sfida da dentro o fuori in pochi giorni?
«La vittoria di martedì ci dà uno sprone per il morale: se prima dovevamo imporci di credere nell’impresa, ora che è a portata di mano non possiamo essere titubanti. L’intensità deve essere la stessa di martedì: è da migliorare però la fase conclusiva». Gabriele Buffoni
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