Il Tirreno

Versilia

Il diktat di Mattugini: cambiamo mentalità o si rischia la tragedia

di Gabriele Buffoni

Il direttore sportivo del Forte dei Marmi rimprovera i suoi «C’è chi si fa trascinare dal nervosismo, così si fanno errori»

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FORTE DEI MARMI. «Bisogna cambiare mentalità o andiamo incontro ad una tragedia sportiva». Parole dure quelle del ds del Forte dei Marmi Simone Mattugini al termine della gara 1 dei quarti di finale playoff dove, sull’ostica pista del PalaLido di Valdagno, ad avere la peggio sono stati proprio i rossoblù di mister Pierluigi Bresciani.

Mattugini, in questa prima sfida playoff molta sfortuna per i tanti pali colpiti ma nel Forte è sembrato mancare qualcosa. Cosa prevale dopo questo primo passo falso?

«Credo che la delusione sia negli occhi di tutti noi, dai dirigenti ai giocatori. La squadra è arrivata al PalaLido dopo 10 giorni di allenamento intenso ma svolto con grande serenità come non si vedeva da qualche tempo. Eravamo pronti a giocare una grande partita, poi però le cose vanno fatte in pista: sabato c’è stato sicuramente più Forte che Valdagno ma in tanti tiri che abbiamo costruito poche volte abbiamo centrato davvero lo specchio della porta. E non possiamo nemmeno dare tutta la colpa alla sfortuna: prendere 3-4 pali o traverse nell’hockey può capitare».

Cosa è mancato quindi?

«L’apporto offensivo prima di tutto. Creare 100 occasioni, subire 3 tiri pericolosi e finire per perdere 2-1 significa non essere concreti. È difficile vincere così, e sarà difficile anche martedì se non cambiamo: se una squadra come il Forte fa una sola rete significa che c’è qualcosa che non ha funzionato a dovere. Poi probabilmente qualche giocatore si fa troppo trascinare dal nervosismo, si commettono falli evitabili: e questo è sbagliato, perché nell’hockey fino all’ultimo secondo devi lottare con lucidità e puoi ribaltare anche un parziale negativo. Credo però che dopo questo primo passo falso ci sarà un riscatto. Bisogna crederci, martedì dovremo fare una guerra e “ammazzarli”, sportivamente parlando, fin dal primo minuto».

Anche perché ora si fa concreto l’incubo di una clamorosa eliminazione al primo turno.

«Sarebbe una tragedia per tutto l’ambiente e un fallimento anche per le casse della società, ovviamente. Non voglio però vestirmi a lutto prima del tempo: non è la prima volta che ai quarti finiamo per lottarci il tutto per tutto alla “bella” e il problema non è certo vincere due partite consecutive. La questione riguarda la mentalità, è tornare a giocare da Forte dei Marmi».

Quanto conterà il fattore campo che potrete sfruttare già da martedì?

«Se il palasport sarà quello degli ultimi tempi, giocare in casa o fuori cambia veramente poco purtroppo: l’unico vero vantaggio ci arriverebbe se si tornasse a vedere il pubblico vero, quello delle grandi occasioni. Ci giochiamo una partita da dentro o fuori, chi ha davvero a cuore la maglia e il Forte dei Marmi martedì deve riempire gli spalti».

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