Sicurezza
Fra Forte e Valdagno sarà una sfida... fratricida
Gonzalo ed Emiliano Romero di fronte da avversari nei quarti dei playoff «Ci siamo visti per Pasqua ma non abbiamo voluto parlare della partita...»
FORTE DEI MARMI. La lotta per lo scudetto è destinata a dividere - anche se solo temporaneamente - la famiglia Romero. In questo quarto di finale playoff che vedrà affrontarsi (a partire dalla gara 1 di domani sera sulla pista veneta del PalaLido, ore 20.45) Forte dei Marmi e Valdagno, lo scontro tra i due fratelli argentini è destinato ad animare questa prima manche della corsa al tricolore. Gonzalo ed Emiliano, il "Nolo" ed il "Pony" (questi i loro soprannomi): il primo ormai pilastro e uomo-squadra dei versiliesi (e destinato dalla prossima stagione a vestire la blasonata casacca dello Sporting), il secondo insaziabile attaccante e assist-man di un Valdagno che ha riservato grandi numeri e spettacolo (ne sono una prova le sue 25 reti e le 51 del compagno di reparto Massimo Tataranni, stecca d'oro della serie A1).
Emiliano, non è la prima volta che lei e suo fratello vi trovate da avversari ma mai era accaduto ai playoff. Quanto cambia la situazione ora che in palio c'è la semifinale?
«Sicuramente saranno partite speciali per entrambi. Finché ci si scontra durante la regular season si vive il confronto con la consapevolezza che comunque chi dei due finisce sconfitto può sempre rifarsi: ora invece è tutto diverso, perché in un quarto di finale playoff ti giochi tutto in massimo tre partite e chi perde abbandona il sogno dello scudetto. Si è più consapevoli di quello che c'è in gioco, di quanto può rimanere male l'altro, ma sull'altro piatto della bilancia c'è la voglia di vincere e di coronare ciascuno nel migliore dei modi l'annata con la propria squadra. Alla fine sarà dura, ma non ci tireremo indietro».
Vi siete visti ultimamente, parlando di questi quarti di finale?
«Gonzalo è venuto qui da me a Valdagno a Pasqua, abbiamo passato le festività insieme. Ma della partita non abbiamo parlato, neppure quando ci siamo sentiti per telefono nei giorni scorsi: sarà già dura affrontarci in pista, finché l'arbitro non fischia non vogliamo vederci come avversari».
Poi però arriverà il momento di affrontarsi.
«In quel caso la parentela non esiste più, conta solo la squadra. Sotto questo aspetto, anche quando c'era meno in gioco, non ci siamo mai risparmiati. Anzi, magari ci prendevamo anche qualche licenza in più nei contrasti tra di noi. Specialmente lui che si incarica sempre di marcarmi a uomo quando giochiamo contro: spero cambi idea stavolta, è un vero mastino e mi piacerebbe essere più libero di attaccare».
Il Forte parte in questo primo turno con i favori del pronostico: pensa che il Valdagno abbia le carte in regola per eliminare i rossoblù?
«Sono fermamente convinto delle nostre potenzialità come gruppo. Siamo arrivati settimi, è vero, ma ci meritavamo di più per il gioco che abbiamo espresso e non siamo demoralizzati dal confronto con il Forte. Tutt'altro: nei playoff si apre un nuovo campionato e noi siamo pronti a dare il massimo».
Dalla prossima stagione Gonzalo andrà in Portogallo: nutre il rimpianto di non aver potuto giocare insieme qui in Italia come, invece, avete fatto in Argentina nel Richet y Zapata?
«Mi sarebbe piaciuto: vincere insieme era un po' il sogno che avevamo quando siamo partiti per l'Europa. Rimarrà un piccolo rammarico non esserci riusciti: nutrivamo la speranza di ritrovarci, magari il prossimo anno, poi però è arrivata l'offerta dello Sporting e quelle sono occasioni irrinunciabili. Dal canto mio sono molto contento di rimanere a Valdagno».
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