Toscana
Filippo Alongi, che esordio nel Six Nations under 18 di Cardiff
VIAREGGIO. Più dei capelli lunghi e della barba già folta, a dispetto dei 18 anni ancora da compiere (li festeggerà il 27 aprile), di Filippo Alongi impressiona lo sguardo. Sorridente e fiero al...
VIAREGGIO. Più dei capelli lunghi e della barba già folta, a dispetto dei 18 anni ancora da compiere (li festeggerà il 27 aprile), di Filippo Alongi impressiona lo sguardo. Sorridente e fiero al tempo stesso. Reazione mostrata con spontaneità a chi ha scattato la foto e di riflesso a tutti coloro che l’hanno osservata o che presto lo faranno. Con quel pugno destro alzato a rafforzare l’intensità di una felicità vissuta e goduta appieno. Meritata. Si ritenga tutto fuorché banale la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra nel secondo match del Six Nations Festival riservato agli Under 18.
A Cardiff, capitale del Galles, gli azzurrini hanno domato 14-3 i leoni d’oltremanica, riscattando come meglio non potevano la sconfitta bruciante, perché last-minute, nella giornata d’apertura contro l’Irlanda. In quell’occasione Filippo Alongi, pilone viareggino dal fisico possente, aveva debuttato in Nazionale. L’emozione l’aveva sconfitta, gli avversari no. Ma con l’Inghilterra lo sviluppo e soprattutto l’epilogo sono stati diversi. Schierato titolare, ci ha messo (molto) del suo per contribuire all’affermazione di chi, la maglia azzurra, ha già capito come si onora. Si difende. Si conduce alla gloria. O ci si prova, almeno.
Non è quantificabile la soddisfazione di questo ragazzo così promettente, come neppure quella di chi ha lavorato pedissequamente per renderlo tale: i Titani, più nello specifico Denis Dallan. Pronunciarne il cognome significa attivare l’interruttore dei ricordi, fermando il tempo alla prima decade del terzo millennio. In Alongi aveva intravisto qualcosa di speciale, lontano dal comune. E su di lui ha investito. Tempo. Conoscenze. Risorse. L’intuizione si è rivelata azzeccata, i fatti e con loro il tempo lo hanno dimostrato.
Perché ad inizio stagione il rugbista viareggino – assieme ad un altro prodotto del vivaio dei Titani, Raffaele De Felice, un anno più piccolo – è passato nell’accademia della Benetton Treviso, società che ha scritto pagine memorabili nella storia del rugby italiano. Una di quelle opportunità da cogliere al volo senza neppure sprecare un istante a pensarci su, se si intende compiere l’arrampicata alle vette della palla ovale. In Veneto Alongi e De Felice si dividono tra sport e studio, testa e corpo sul campo senza però trascurare l’attività didattica, fondamentale a prescindere, figuriamoci per chi è ancora adolescente.
«Come società sono orgogliosi di essere rappresentati non solo da due giocatori con grandi qualità e costanti margini di crescita, ma anche da due atleti che rappresentano un esempio sotto il profilo comportamentale. La nostra famiglia vi sostiene anche da lontano», il messaggio carico di coinvolgimento dei Titani il cui progetto può già essere definito vincente. E non è solo una questione d'azzurro.
Gabriele Noli
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