Mariotti: tornare al Cgc Viareggio? Nessuna preclusione
Il Ct della nazionale di hockey commenta soddisfatto il secondo posto della selezione under 23 nella Coppa Latina e parla anche del suo futuro
FORTE DEI MARMI. Un argento nella Coppa Latina con la selezione Under 23 e la mente già proiettata a giugno, quando inizieranno i raduni in vista dell’Europeo Senior di La Coruña. Massimo Mariotti, Ct della Nazionale Italiana di hockey su pista, non si tira indietro e fa le carte a una fase playoff che promette spettacolo e tanto equilibrio. Ricordando però anche Cesare Baiardi, scomparso ieri all’età di 73 anni dopo una brutta malattia che l’aveva colpito nell’agosto 2016. «Cesare è stato un grande amico e un grande uomo – ha commentato commosso Mariotti – sia come atleta che poi come dirigente federale e responsabile dello staff della Nazionale. Non posso non ricordarlo con enorme affetto, avendo condiviso con lui anche la gioia del titolo europeo di Alcobendas nel 2014».
Mariotti, il gruppo Azzurro è reduce dall’argento in Coppa Latina: come giudica la conferma del secondo posto ottenuto nel 2017?
«La Coppa Latina sta sempre più diventando una competizione di alto livello: basti pensare che su 40 giovani atleti coinvolti, 28 giocano in grandi squadre nei massimi campionati europei. Per questo la conferma dell’argento è risultato di cui andare orgogliosi, anche se il lavoro da fare per migliorarci e renderci sempre più competitivi è tanto».
Cosa manca ancora al movimento italiano?
«È la mentalità che non è alla pari con quella delle nazionali iberiche. A cominciare dall’impiego degli atleti: pur avendo nella nostra selezioni giocatori di serie A1, questi ragazzi hanno nelle proprie squadre un ruolo più marginale rispetto a coetanei che giocano in campionati esteri. In più un’intensità di gioco come quella dimostrata in questa Coppa Latina dalla Spagna si costruisce solo con la costanza nei ritmi di allenamento durante tutto l’anno».
Sabato si concluderà il primo turno dei quarti di finale playoff: come vede la lotta allo scudetto quest’anno?
«Difficile fare pronostici anche se sulla carta Lodi, Forte, Breganze e Cgc dovrebbero avere qualcosa in più. Il condizionale però è d’obbligo: in regular season queste squadre non hanno mai scavato un solco con le altre, pur avendo la possibilità di farlo, e in Coppa Italia a vincere è stato il Follonica che in griglia era arrivato ottavo».
Si aspetta qualche sorpresa?
«No, perlomeno non dopo la vittoria del Breganze in gara 1 al Capannino che certo non è arrivata per la stanchezza del Follonica dopo l’Eurolega: quello era l’unico quarto di finale da cui potevo aspettarmi un capovolgimento dei pronostici, ora non lo vedo più così in bilico».
Per la finale invece?
«È tutto un altro paio di maniche, anche se Lodi e Forte hanno a mio avviso una marcia in più rispetto alle altre. Molto secondo me dipenderà dalla gestione interna dei giocatori, specialmente di quelli che già sanno di andarsene a fine stagione».
Il suo nome spunta fuori anche quando si parla di un eventuale ritorno sulla panchina del Cgc Viareggio.
«Per ora non ho ricevuto offerte di questo genere e nel caso dovrei discuterne prima con la Federazione avendo io un contratto come ct della Nazionale. Da parte mia però non c’è alcuna preclusione: a Viareggio ho bellissimi ricordi e il rapporto col presidente Palagi è sempre stato di profonda stima e rispetto».
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