Italia
Luca Barsotti, quel motorino che fa volare la Torrelaghese
Gialloviola da record: sono già a un passo dalla promozione in Prima Categoria «La festa? Intanto vediamo come va sabato contro il Filvilla e poi vedremo...»
VIAREGGIO. Il suo compito è quello di rastrellare palloni in mezzo al campo. Un compito che Luca Barsotti, motorino del centrocampo della Torrelaghese, sa assolvere in maniera egregia e che sa farsi apprezzare anche in zona gol (è già arrivato a quota cinque reti) retaggio forse delle sue origini di attaccante («Con lo Stiava segnai 35 reti nel campionato juniores provinciale»), ma soprattutto grazie ad un tiro forte e preciso. Luca inizia a giocare a sette anni, piuttosto tardi per quelli che sono i canoni degli ultimi anni, con l’Ancora, più per spirito di emulazione verso il fratello maggiore Mirco, che ha smesso alcuni anni fa per problemi fisici, che per interesse vero e proprio. «Devo ammettere che il calcio non mi piaceva tanto. Andavo a vedere giocare Mirco e così ho cominciato anch’io. Devo dire che mio fratello è sempre stato più patito di me per il calcio. E’ lui che mi ha trasmesso anche la passione per quella che è diventata la nostra comune squadra del cuore: la Roma».
Dopo gli anni con l’Ancora arriva il passaggio al Piano di Mommio e poi allo Stiava dove gioca e si diverte, anche a segnare: «Eravamo una squadra alla quale il mister Milani, un patito di Zeman, aveva dato una grande organizzazione. Tutti sapevamo quello che dovevamo fare nelle varie fasi di gioco. Mi sono divertito molto».
Le sue buone prestazioni con la juniores lo portano anche a fare l’esordio con la prima squadra gialloblù che milita nel campionato di Seconda Categoria. Poi, dopo una stagione con il Quiesa Massaciuccoli, arriva due anni fa l’approdo alla Torrelaghese che ha appena vinto il campionato di Terza Categoria. Ai gialloviola non riesce l’impresa di vincere un secondo campionato di fila. Una delusione che porta il diggì Ratti a cambiare diverse pedine ma non il suo “motorino” per il quale stravede. Una fiducia che Luca sta ripagando con un campionato di alto livello.
Luca ormai si può dire che è fatta. La Prima Categoria è lì ad un passo.
«Anche l’ultima giornata ci è stata favorevole ed abbiamo portato a quattordici i punti di vantaggio sull’Atletico Carrara. Se sabato vinciamo il recupero sul campo del Filvilla possiamo dare il via alle feste. In caso contrario cercheremo di ottenere la matematica certezza della promozione alla ripresa dopo la sosta».
Hai sempre creduto che la Torrelaghese potesse vincere il campionato?
«Sì perché tutti stanno dando il massimo dall’inizio della stagione. Abbiamo lavorato con grande impegno. E poi per chi era rimasto della stagione precedente c’era anche da riscattare la mancata promozione. Una beffa che almeno a me bruciava molto visto che eravamo stati in testa alla classifica per tutto il campionato».
E la certezza che l’Atletico Carrara non vi avrebbe più ripreso?
«Senza dubbio dopo la vittoria nella gara di ritorno. Nella quale noi avevamo tutto da perdere in quanto in caos di vittoria dell’Atletico il campionato si poteva riaprire e visto quello che era successo lo scorso anno…».
Nella tua ancor giovane carriera hai giocato in tanti ruoli. Qual è quello che ti piace di più?
«Ho iniziato da terzino poi ho fatto l’attaccante. Ma il ruolo che mi piace di più è quello di centrocampista perché sei sempre nel vivo del gioco».
Un centrocampista oltretutto con il vizietto del gol.
«Sì, ne ho segnati cinque, tre dei quali con tiri dalla distanza».
Qual è quello che ricordi con maggior piacere?
«Quello messo a segno a Monzone con una conclusione da metà campo. Un bel gol anche se c’è da dire che il portiere si è fatto trovare un po’ troppo avanzato».
Hai una dedica particolare da fare quando vai a segno?
«I miei gol li ho dedicata ad Arianna, la mia fidanzata».
I tuoi pregi di calciatore?
«Oltre al tiro sono dotato anche di una buona corsa. Mi piace recuperare palloni ma anche servire qualche assist. E’ una cosa che mi fa piacere come segnare un gol».
E il difetto maggiore?
«Il carattere. Spesso mi perdo troppo a protestare con gli arbitri».
Hai qualche gesto scaramantico?
«No. Quando entro in campo mi faccio il segno della croce».
Qual è il tuo giocatore preferito?
«Il mio idolo è stato Totti. Di quelli che giocano nel mio ruolo direi De Rossi e Pjanic anche se gioca nella Juventus».
Hai mai pensato di poter arrivare a giocare in categorie superiori?
«Da ragazzino sì. Ma non ho mai ricevuto chiamate magari da squadre di serie D o serie C categorie dove forse avrei potuto giocare».
Quanto pesa per la vostra squadra giocare lontano da Torre del Lago?
«Parecchio anche perché il Ferracci con le sue dimensioni sarebbe un campo perfetto per una squadra che gioca bene a calcio come la nostra».
Quanto conta avere in squadra giocatori esperti come Cusini e Dati?
«Tanto. Sono un esempio per il loro impegno. Quando vedi Cusini correre come un ragazzino di venti anni al novantacinquesimo minuto non puoi fare altro che imitarlo».
Come ti sei trovato con il tecnico Mazzei?
«Me ne avevano parlato bene. E' bravo come tecnico e come persona. Non è facile tenere unito uno spogliatoio come il nostro dove ci sono giocatori importanti».
E con il presidente Ramacciotti?
«E' una presenza importante. Quando non è impegnato con il beach si è allena con noi e nello spogliatoio si fa sentire».
A proposito di beach soccer, giocherai anche la prossima estate?
«Sì. Ho anche cambiato squadra. Dal Viareggio sono tornato al Livorno dove giocano i miei amici Fappani e Pacini».
Avete già pensato come festeggiare la promozione?
«No. Non ci abbiamo ancora pensato. Prima pensiamo a chiudere il campionato, magari sabato».
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