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Viareggio, il presidente Baroni pensa al futuro

Viareggio, il presidente Baroni pensa al futuro

«Punteremo sempre di più sui giovani e su eventi allo stadio dei Pini, non solo sportivi, per fare cassa» 

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VIAREGGIO. Il presidente del Viareggio Cristiano Baroni è più tranquillo adesso che la squadra ha raggiunto quota 40, che significa avere conquistato la salvezza. D’ora in avanti ci sarà quindi la possibilità di poter programmare meglio il futuro, rispetto alla passata stagione, quando la salvezza è arrivata con i play out.

Potete ritenervi sodisfatti di quello che avete fatto fino ad oggi.

«Mi preme sottolineare il bel lavoro svolto dal tecnico Carlo Bresciani e dal suo staff. Nello stesso tempo faccio i complimenti alla squadra che ha saputo regalarci delle giornate di bel calcio e questo abbinato ai risultati è stato senza dubbio bello per chi ci ha seguito fino ad oggi».

Dal punto di vista dirigenziale ci sono nuovi inserimenti?

«Abbiamo un gruppo che definiamo gli “Angeli del Viareggio” con i quali ci incontriamo spesso, che sono un po’ di aiuto, ma ci vorrebbe qualcosa di più consistente per avere un po’ più di tranquillità. Nonostante questo non ci scoraggiamo e proseguiremo, cercando di fare sempre meglio. Non nascondo che siamo anche ambiziosi, ci piacerebbe fare un salto di qualità. Ci proveremo, anche se non sarà facile. Per adesso l’affiliazione con la Sampdoria per noi è importante, vorremmo cercare anche altre collaborazioni con sinergie che ci possano dare una mano. Per esempio lo stadio dei Pini che abbiamo in gestione, dopo i lavori al manto erboso con il Cgc ed il Comune vorremmo migliorarlo con i lavori alle torri faro e poi utilizzarlo anche per eventi non solo sportivi, amichevoli importanti, ma eventualmente concerti, in modo da poterci trarre un introito da mettere nelle casse della società. Le idee non mancano».

Punterete ancora sul settore giovanile?

«Questo sì, ce lo ha consigliato da sempre Marcello Lippi. Ci tengo a sottolineare la buona prova col Sestri Levante di Michele Dinelli del 2000. D’ora in avanti cercheremo di dare spazio anche ad altri giovani. L’esempio del Seravezza, con Bresciani ceduto al Livorno, e del Real Forte con Cauz al Parma, anche se non faccio parte di quelle società, mi inorgoglisce. È quello che vorremmo fare anche noi, realtà come la nostra devono puntare sui giovani e se qualcuno di questi può approdare in società professionistiche è il riconoscimento di un lavoro che c’è alle spalle».

Confermerete Carlo Bresciani?

«Parlarne a febbraio è prematuro, ha fatto un ottimo lavoro, affronteremo l’argomento a tempo debito. Potrebbe avere anche proposte più allettanti. Comunque ripeto è stato bravo, insieme ai ragazzi».

La prima squadra ce la farà ad allenarsi ancora al Campo scuola, che è stato acquistato da un privato?

«Lo spero, perché è sempre stata la nostra casa. Altrimenti troveremo una soluzione».

Roy Lepore

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