Il Tirreno

Versilia

Il Comune premia Black Bull e I Cerberi

Il Comune premia Black Bull e I Cerberi

Gli atleti versiliesi convocati con la nazionale di tiro alla fune ai mondiali in Cina

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CAMAIORE. Grazie alle convocazioni azzurre per i ragazzi delle società camaioresi di Tiro alla Fune dei Black Bull e de I Cerberi oggi, ieri è arrivato anche il riconoscimento dell’amministrazione comunale. Le due società che domenica a Camaiore saranno impegnate nella finale per lo scudetto di categoria 680kg prenderanno parte con la nazionale italiana di tiro alla fune indoor ai campionati del mondo che si svolgeranno in Cina dall’8 all’11 marzo.

A vestire la maglia azzurra saranno il tecnico dell’Asd Black Bull Filippo Francesconi e gli atleti Pietro Belli, Samuele Salvini, Leonardo Venturini, Stefano Pieruccioni, Nicola Peresunko, Fabio Petrucci e Federico Da Castagnori per I Cerberi. Grande orgoglio per Flavio Barsottelli presidente dei Black Bull: «Ripensare alle prese in giro che ricevevamo all’inizio e ai risultati che non arrivavano, queste convocazioni rappresentano il premio per tutti i sacrifici fatti dai ragazzi ogni giorno e dalle loro famiglie. Sono appassionati che sottraggono tempo libero ai loro cari per venirsi ad allenare con costanza e prendere parte al campionato. Le convocazioni premiano il lavoro di tutto il team perché è merito anche di chi non è stato chiamato se oggi in azzurro ci sono sei Black Bull».

Non meno soddisfatto è Nicola Mugnaini, dirigente de I Cerberi: «Per la nostra giovane associazione è un motivo di orgoglio che nobilita il lavoro fatto in questi anni, i duri allenamenti, il grande impegno di tutti i ragazzi che non si sono mai scoraggiati, nemmeno quando i risultati non erano quelli prefissati. Queste convocazioni sono un vanto per Camaiore tutta: i ragazzi che si sono appassionati a questo sport grazie al Palio dei Rioni rappresenteranno la nostra cittadina in terra cinese davanti alla super potenze del tiro alla fune internazionale. Per loro sarà una grande occasione che spero possa portare soddisfazioni oltre ad una crescita personale».

E proprio il Palio dei Rioni da cui è partito l’amore per il tiro alla fune, invece di esultare per questi continui riconoscimenti, genera polemiche e difficoltà temendo una disparità eccessiva di livello tra gli atleti che prendono parte al campionato italiano e gli altri: «Quello che vorrei che fosse chiaro – ha detto Alfredo dalle Luche, vicepresidente Black Bull e responsabile delle nazionali di tiro alla fune indoor – è che il tiro alla fune su pedana è ben diverso da quello su asfalto, cambiano le regole e le tecniche: è un po’ come avere una macchina da rally su un percorso da formula uno o viceversa. Allo stesso tempo Black Bull e I Cerberi sono sempre stati disponibili a trasmettere le loro conoscenze anche a chi prende parte solo al palio perché questo permette di allargare il giro ed allo stesso tempo di alzare il livello. Nonostante questi grandi ed importanti riconoscimenti del lavoro fatto, rimaniamo dilettanti e vorrei che tutti i rioni del Palio lo capissero. Prendere parte al campionato di tiro alla fune è come prendere parte ad un campionato di calcio, pallavolo o altri sport, possiamo quindi dire che ogni rione ha i suoi atleti».

Uscendo fuori dalle polemiche è massima la soddisfazione per queste convocazioni azzurre. «Essere riuscito tra mille difficoltà a far affermare e soprattutto capire che il Tiro alla Fune non è solo palio, veder nascere e crescere due realtà a livello nazionale è motivo per me di grande orgoglio – ha detto Dalle Luche – vorrei ringraziare questi ragazzi ma anche i non convocati per l’impegno con cui si allenano. Per tutti loro ci sarà una nuova chance con il torneo per Nazioni in Scozia di fine anno». (n.d.)

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