Il Tirreno

Versilia

Furlanetto: possiamo lottare a testa alta con tutti

Furlanetto: possiamo lottare a testa alta con tutti

A soli sedici anni l’atleta massese si è già guadagnato un ruolo da protagonista nel Tennis Italia

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Il bambino che sui campi in rosso del circolo di via dell’Acqua apprendeva i rudimenti del tennis oggi è il ragazzo che in quel luogo è tornato per provare a far fruttare gli insegnamenti della tenera età in un contesto, la serie A1, in costante evoluzione, da intendersi come progressivo passaggio di prospettiva dalla salvezza alla semifinale playoff. Marco Furlanetto è nato a Massa, ma i suoi primi approcci con la racchetta hanno trovato sede al Tennis Italia, quando aveva neppure cinque anni.

Ne ha compiuta di strada, dai tempi delle lezioni col maestro Claudio Biancardi. I circoli di Marina di Massa e Livorno hanno rappresentato le tappe successive di un percorso coinciso con l’evoluzione dall’infanzia all’adolescenza. Nella città labronica si sarebbe preso tennisticamente cura di lui Claudio Galoppini, l’allenatore di Paolo Lorenzi. Per un curioso intreccio del destino, Marco (la promessa) e Paolo (il campione) si sono ritrovati domenica a lottare per lo stesso circolo, sia nel 6-0 rifilato domenica a Schio, sia nel 3-3 contro Massa Lombarda della settimana precedente.

«Sapere di averlo come compagno di squadra, così come Donati e Volandri non mi ha messo pressione, semmai mi ha stimolato» afferma Furlanetto, anno di nascita 2001 e il centro tecnico federale di Vicenza come attuale riferimento geografico: è qui che si allena, anche in funzione di una serie A1 che vede il Tennis Italia al comando del girone 3 con due punti di vantaggio sul Massa Lombarda a due giornate dal termine.

Domenica a Schio Furlanetto si è imposto nel proprio singolare (infliggendo un netto 62 61 a Leonardo De Rigo) per poi ripetersi nel doppio con Edoardo Graziani, quando comunque il confronto coi veneti non aveva altro da raccontare. E ora che i versiliesi si sono già garantiti l’aritmetica certezza di poter disputare la serie A1 anche il prossimo anno, pensare a chiudere al primo posto il raggruppamento, unica possibilità per accedere alle semifinali playoff, non è più un’utopia. «All’inizio siamo partiti sapendo di dover tenere i piedi ben saldi sul terreno, poi i risultati positivi ci hanno dimostrato che possiamo lottare a testa altissima con chiunque, guidati dalla convinzione che la differenza la fa la squadra, non i singoli».

Gabriele Noli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini