Il Tirreno

Versilia

Dalla Svizzera a Forte dei Marmi per scalare la serie A1

di Gabriele Noli
Dalla Svizzera a Forte dei Marmi per scalare la serie A1

Edoardo Graziani è con Marco Furlanetto uno dei giovani che stanno contribuendo all’ottimo avvio del Tc Italia

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FORTE DEI MARMI. Dalla Svizzera con furore e con una voglia matta di continuare a stupire tutti, pure se stesso. Edoardo Graziani è uno dei due “millennial”, assieme a Marco Furlanetto, che stanno contribuendo alle fortune del Tennis Italia nella Serie A1, cominciata con due vittorie su due ed un primato pur provvisorio nel quale in pochi credevano. Diciassette anni appena e già le idee limpidissime su come alimentare un momento di abbagliante positività.

«Farsi trovare pronti ogni domenica, mantenendo la massima umiltà», predica Graziani senza nascondere «l’orgoglio di far parte di una squadra di enorme blasone». Un’esperienza che, assicura, «mi servirà tantissimo per il futuro». E c’è da credergli. Su lui e il gruppo di giovani è ricaduto uno smisurato carico di responsabilità, conseguenza delle nuove regole imposte dalla Federtennis. «All’inizio ero un po’ nervoso, dentro di me nutrivo la voglia di far bene per me e soprattutto per un gruppo che è attaccatissimo a questo circolo». Sapeva che per lui sarebbe stata un’opportunità allettante, «ecco perché mi sono allenato duramente nei mesi scorsi».

Non a Forte dei Marmi, ma in Svizzera. A Zurigo, precisamente, dove si è trasferito all’età di 4 anni (è nato a Padova). Qui Edoardo è cresciuto a pane, tennis e calcio. «Praticavo entrambi gli sport da bambino, poi a 11 anni mi sono trovato di fronte ad una scelta da compiere e ho preferito il tennis». I preziosi insegnamenti dell’allenatore olandese («a cui devo molto») e il costante sostegno della famiglia («è grazie ai genitori se potevo arrivare puntuale agli allenamenti») hanno rappresentato i capisaldi dello sviluppo caratteriale e agonistico di un ragazzo che si è avvicinato al Tennis Italia pochi anni fa, merito anche delle origini fiorentine della mamma. «Io e i miei fratelli Manfredi e Niccolò abbiamo cominciato ad allenarci al circolo, poi si è prospettata la possibilità di entrare nella prima squadra. All’inizio mi dissi “Chissà, forse un giorno accadrà”. E così è stato».

Nel presente di Edoardo c’è la Serie A1 (domenica il match interno con il Massa Lombarda), nel futuro un’esperienza negli Stati Uniti. «L’anno prossimo andrò là a studiare e a proseguire l’attività tennistica». Anche se per adesso nessun pensiero fisso su come progredirà la sua carriera. «Intanto mi concentro sul campionato. E ad aiutare questa squadra a raggiungere il massimo, perché se lo merita».



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