Il Tirreno

Versilia

calcio: il personaggio

Il Romario di Camaiore che ha rianimato la Fortis

di Massimo Guidi
Marzio Luisotti
◗
Marzio Luisotti

Una tripletta del bomber Marzio Luisotti regala la prima vittoria alla squadra. «Io da altre categorie? Forse, ma qui siamo un gruppo di amici e mi trovo bene»

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Dopo un inizio di stagione con il freno a mano parzialmente tirato è arrivata per la Fortis Camaiore la prima vittoria del campionato. E l'evento non poteva che portare la firma del suo cannoniere principe, Marzio Luisotti. Il Romario della Versilia ha infatti messo a segno tre reti, ben assistito ci tiene bene a precisare dal suo gemello d’attacco Simonini autore di una doppietta. Piccolo e guizzante proprio come l’ex attaccante della nazionale brasiliana, anche se il suo idolo giovanile è stato Shevchenko, il nostro bomber è stato un rebus irrisolvibile per la Fivizzanese arrivata a Camaiore con le credenziali di prima della classe e soprattutto con una difesa che fino a domenica aveva subito una sola rete ma che è stata devastata dalle giocate del ragazzo.

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Una bella impresa dunque per la formazione di Orsetti che nella passata stagione è stata la rivelazione del torneo raggiungendo un decimo posto finale grazie anche alle prodezze del suo Romario autore di 27 delle 50 reti complessive della squadra. Un bottino che a livello personale ha significato per Luisotti lo scettro di re dei bomber del girone, titolo arrivato a fare il paio con quello conquistato l’anno precedente nel campionato di Terza Categoria dove le 31 segnature di Marzio avevano contribuito alla promozione in Seconda Categoria della Fortis Camaiore.

Ventisei anni, camaiorese doc come lui stesso ci tiene a sottolineare, ha iniziato a tirare i primi calci ad un pallone proprio con il Camaiore facendo tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra con la quale ha esordito, nel campionato d’Eccellenza, proprio dieci anni fa, quando militava ancora nella formazione allievi: «Avevo 16 anni – ricorda – e mister Ciucci mi fece esordire contro il Castelfranco. Era un po' di tempo che mi tenevano d'occhio perché non stavo facendo male». Si era infatti messo in mostra segnando caterve di reti ed i dirigenti camaioresi sognano di avere trovato il bomber del futuro. Ma come spesso accade le attese non rispondono alla realtà dei fatti: «Quando sei ragazzo la testa non sempre risponde e poi non va dimenticato che ero chiuso da attaccanti del calibro di Federico Tosi e Bianchi. Nonostante questo ho messo assieme diverse presenze segnando anche un paio di gol».

Rimane comunque altri tre anni a Camaiore poi nell’estate del 2010 passa alla Fortis Lucchese dove rimane per metà stagione («segnai quattro reti in dieci partite») prima di tornare in bluamaranto dove si toglie la soddisfazione di disputare alcune gare nel campionato di serie D.

Arrivano poi le stagioni al Capezzano con il quale gioca per quattro stagioni, l’ultima un po’ ai margini, segnando una trentina di reti. Poi tre anni fa il tecnico Orsetti e gli altri dirigenti della neonata Fortis Camaiore lo convincono del loro progetto fatto di tanta voglia di giocare a calcio con ragazzi del luogo.

Perché accettasti subito la Terza Categoria?

«Conoscevo Orsetti e tanti ragazzi della rosa con i quali avevo precedentemente giocato nelle giovanili del Camaiore e dunque non mi è stato difficile dire di sì».

E sei diventato subito il bomber principe della squadra, anzi il miglior realizzatore della storia del club.

«Finora ho realizzato 86 reti e magari spero di incrementare il bottino».

Due anni fa hai vinto la classifica dei cannonieri in Terza Categoria, lo scorso anno quella in Seconda. E quest’anno quanti gol prometti?

«E’ sempre difficile stabilire il numero delle reti perché dipende da come stai personalmente e soprattutto come la squadra di assiste».

Dai sbilanciati, facciamo ventisette lo stesso numero dello scorso anno?

«Diciamo venticinque, comunque spero di andare sopra i venti».

Qual è il marchio di fabbrica del goleador Luisotti?

«Il mio pezzo migliore è quando posso partire in contropiede. Me la cavo anche bene sui calci da fermo: lo scorso campionato ho segnato sei reti su calcio di punizione».

Prediligi la soluzione di forza o come si diceva una volta la “foglia morta”?

«No, niente soluzione di forza. Mi piace far passare il pallone sopra la barriera a foglia morta».

Ti muovi come Romario ma il tuo idolo non è l’asso brasiliano?

«Da sempre sono tifoso del Milan e quando ero bambino sono rimasto folgorato dalle prodezze di Shevchenko: un campionissimo».

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Da milanista come hai vissuto la sconfitta nel derby di domenica contro l’Inter?

«Mi ha fatto male. Ma d’altra parte quando giochi contro una squadra che ha un animale da gol come Icardi tutto diventa più difficile».

Ma torniamo a te. Hai esordito giovanissimo prima in Eccellenza poi in serie D: hai qualche rimpianto per non essere rimasto in categoria o magari per non essere approdato tra i prof?

«Mi piace essere sincero: per arrivare tra i professionisti ci vogliono altre doti. Magari credo che in Eccellenza avrei potuto giocare stabilmente se solo ci fosse stato qualcuno che credeva in me. A Camaiore ho avuto una possibilità, ma lo sai bene che quando si è ragazzi non sempre si riesce a stare concentrati».

Domenica è arrivata la prima vittoria per la Fortis. E il protagonista non poteva essere che Luisotti...

«Protagonista è stata tutta la squadra. Se poi parli di reti, non va dimenticato Simonini che ha messo a segno una doppietta. Non abbiamo un grande fisico, ma ci muoviamo molto bene e possiamo cerare complicazioni a molte difese».

E allora dove può arrivare la Fortis grazie ai suoi gemelli del gol?

«Lo scorso anno da neo promossa abbiamo raggiunto una salvezza tranquilla. Primo obiettivo rimane quello poi vedremo se si può fare qualcosa di più magari per migliorare il piazzamento finale».

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