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Versilia

Mariotti: «Servirà la partita perfetta»

di Gabriele Buffoni
Mariotti: «Servirà la partita perfetta»

I consigli dell’ex tecnico del Reus ai bianconeri: «Niente distrazioni o nervosismi»

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VIAREGGIO. Tornerà oggi in Italia, giusto in tempo per godersi il grande hockey europeo al PalaBarsacchi di Viareggio: non poteva certo mancare alla Coppa Continentale un campione del calibro di Enrico Mariotti. Pronto a togliere i pattini dal chiodo cui li aveva appesi ormai quattro anni fa per militare - con la casacca del Barcellona - nel campionato "veterani" spagnolo, l'ex giocatore del Cgc Viareggio ma anche ex allenatore del Reus Deportiu campione d'Europa, assisterà domani sera (alle ore 21) proprio alla sfida di semifinale tra questi due mondi che fanno ormai parte del suo passato.

Mariotti, per chi tiferà domani sera?

«Per nessuno, non sarebbe giusto schierarmi dato che sia a Viareggio che a Reus ho vissuto due esperienze meravigliose: voglio solo godermi le bellissime partite di hockey che, sono certo, riserverà a tutto il pubblico quest'appuntamento».

Vede delle squadre favorite in questa Coppa Continentale?

«In competizioni di questo tipo è difficile indicare una squadra con una marcia in più rispetto alle altre, partono tutte con le stesse possibilità. Il Cgc Viareggio ha dalla sua il fattore campo, che in una pista come quella del PalaBarsacchi e con un pubblico caldo come quello viareggino potrebbe fare la differenza».

Lei conosce bene la realtà di Reus: com'è cambiata la squadra da quando ha lasciato la panchina catalana?

«Si è modificata parecchio, ed è normale con un allenatore nuovo che lascia la sua impronta. L'incognita da mettere alla prova secondo me sarà il nuovo portiere Càndid Ballart (ex Voltregà, ndr) che è andato a sostituire un campione come Pedro Henriques. Inoltre il Reus ha perso un giocatore come Mathias Platero, ma da questo punto di vista ha ingaggiato Romà Bancells, un difensore che avrei sempre voluto anch’io nella mia squadra e che reputo uno dei giocatori in grado di esprimere un grandissimo hockey».

Sotto il profilo del gioco, cosa servirà al Centro per guadagnare la finale?

«Il Reus ha dimostrato finora grande intensità e pazienza difensiva, mentre ha giocatori in grado di fornire una certa imprevedibilità in attacco. Il Cgc dovrà fare la partita perfetta in difesa, perché se perderà il controllo della partita per una distrazione o per semplice nervosismo, magari anche per un episodio arbitrale sfavorevole, rischia molto: andare anche sotto di un gol in un momento chiave del match contro squadre come il Reus può complicare molto le cose».

Quali carte può sfruttare secondo lei Ale Bertolucci?

«Il Centro ha certezze importanti: mi vengono in mente Palagi e Leonardo Barozzi in primo luogo. Deve puntare sui propri punti di forza, mentre gli stranieri devono dimostrare di essere il valore aggiunto per colmare il gap con squadre più organizzate come, appunto, il Reus o l'Oliveirense. Quel che è certo è che al Cgc la vittoria di un trofeo simile servirebbe molto: a livello mentale l'ennesima sconfitta in una final four sarebbe pesante da digerire».

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