Sicurezza
Il Condor “impallinato” da un gol... del nipote
di Massimo Guidi
Vitaliano Bonuccelli esonerato dal Gavorrano dopo la sconfitta col Piacenza Uno dei tre gol degli emiliani messo a segno proprio dal figlio di sua sorella
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VIAREGGIO. Chissà se dopo avere segnato il terzo gol del Piacenza Simone Della Latta ha guardato verso la panchina del Gavorrano dove era seduto lo zio Vitaliano Bonuccelli che nelle ore successive alla gara del “Garilli” è stato sollevato dall’incarico di tecnico dei minerari. E chissà se ha pensato che il suo gol (seppure ininfluente) avrebbe contribuito all’esonero dello zio. Probabilmente no. Di sicuro Simone - che è figlio di Stefania Bonucelli, sorella del “Condor” - non ha esultato. «Non era il caso – ammette Simone – un po’ perché era il terzo gol arrivato proprio al novantesimo, un po’ per rispetto a zio Vitaliano. Anzi ti dico che mi è quasi dispiaciuto avere fatto gol».
Nella tarda serata Simone ha anche chiamato lo zio chiaramente per manifestargli la sua vicinanza. «Cosa gli ho detto? Che non se lo meritava anche perché hanno incontrato quasi tutte le squadre più forti e non era certo contro di noi che potevano sperare di fare punti. Ma d’altra parte nel calcio non esiste gratitudine ma queste cose lo zio le conosce meglio di me».
Ma secondo Simone l’allontanamento di Bonuccelli dal Gavorrano potrebbe anche essere temporaneo. «Non è certo lui il problema della squadra. Anzi sono convinto che se non acquistano qualche giocatore tra un mese potrebbero anche richiamarlo perché la squadra ha sempre giocato un buon calcio».
Vitaliano Bonuccelli è un po’ arrabbiato, ma non ce l’ha certo con Simone («per me è come un figliolo»). Anzi sull’episodio del gol segnato dal nipote racconta un gustoso retroscena: «Ti farà ridere, ma non mi ero nemmeno accorto che Simone aveva fatto gol. Me lo ha detto in serata Ivano (il papà del Condor, ndr). Eravamo a fine gara già sul 2-0 ed ho visto solo un giocatore del Piacenza che saltava un paio dei miei e poi faceva gol. Ho visto che quel giocatore non ha esultato, ma davvero non avevo focalizzato il giocatore che aveva segnato».
Forse in quel momento il più grande bomber della storia del Viareggio stava già pensando che quella sarebbe stata l’ultima panchina con il Gavorrano? «Un po’ me lo aspettavo. Ma credevo che mi sarebbe stata data almeno un’altra possibilità sabato contro l’Arzachena, visto che non è contro squadre come il Piacenza che il Gavorrano dovrà cercare i punti per la salvezza. Purtroppo in queste prime sei gare tre le abbiamo disputate contro Livorno, Viterbese e Siena, che occupano le prime tre posizioni della classifica, più il Piacenza altra squadra molto forte. Forse l’unica gara che abbiamo sbagliato veramente è con il Prato».
Ma al di là dell’esonero ha provato rabbia nel dover lasciare una squadra che sentiva sua. «Dopo due anni, la sentivo un po’ la mia creatura e mi fa piacere che i giocatori mi hanno espresso la loro solidarietà. D’altra parte la proprietà ha preso la decisione che nel calcio è la più ricorrente quando le cose non vanno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nella tarda serata Simone ha anche chiamato lo zio chiaramente per manifestargli la sua vicinanza. «Cosa gli ho detto? Che non se lo meritava anche perché hanno incontrato quasi tutte le squadre più forti e non era certo contro di noi che potevano sperare di fare punti. Ma d’altra parte nel calcio non esiste gratitudine ma queste cose lo zio le conosce meglio di me».
Ma secondo Simone l’allontanamento di Bonuccelli dal Gavorrano potrebbe anche essere temporaneo. «Non è certo lui il problema della squadra. Anzi sono convinto che se non acquistano qualche giocatore tra un mese potrebbero anche richiamarlo perché la squadra ha sempre giocato un buon calcio».
Vitaliano Bonuccelli è un po’ arrabbiato, ma non ce l’ha certo con Simone («per me è come un figliolo»). Anzi sull’episodio del gol segnato dal nipote racconta un gustoso retroscena: «Ti farà ridere, ma non mi ero nemmeno accorto che Simone aveva fatto gol. Me lo ha detto in serata Ivano (il papà del Condor, ndr). Eravamo a fine gara già sul 2-0 ed ho visto solo un giocatore del Piacenza che saltava un paio dei miei e poi faceva gol. Ho visto che quel giocatore non ha esultato, ma davvero non avevo focalizzato il giocatore che aveva segnato».
Forse in quel momento il più grande bomber della storia del Viareggio stava già pensando che quella sarebbe stata l’ultima panchina con il Gavorrano? «Un po’ me lo aspettavo. Ma credevo che mi sarebbe stata data almeno un’altra possibilità sabato contro l’Arzachena, visto che non è contro squadre come il Piacenza che il Gavorrano dovrà cercare i punti per la salvezza. Purtroppo in queste prime sei gare tre le abbiamo disputate contro Livorno, Viterbese e Siena, che occupano le prime tre posizioni della classifica, più il Piacenza altra squadra molto forte. Forse l’unica gara che abbiamo sbagliato veramente è con il Prato».
Ma al di là dell’esonero ha provato rabbia nel dover lasciare una squadra che sentiva sua. «Dopo due anni, la sentivo un po’ la mia creatura e mi fa piacere che i giocatori mi hanno espresso la loro solidarietà. D’altra parte la proprietà ha preso la decisione che nel calcio è la più ricorrente quando le cose non vanno».
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