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calcio: il personaggio

Peselli, pasta di capitano col cuore biancoceleste

di Massimo Guidi
Andrea Peselli
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Andrea Peselli

Ha iniziato a tirar calci al pallone nell’Atalanta con Montolivo e Pazzini. Dopo la retrocessione del suo Pietrasanta voleva smettere. «Ma Ciaponi...» 

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PIETRASANTA. Quando in estate sembrava che il Pietrasanta non dovesse iscriversi al campionato di Promozione il nome di Andrea Peselli era stato accostato a molte squadre di Eccellenza e Promozione, evento che non rappresentava certo una sorpresa considerato la cifra tecnica, la serietà ed il carisma del giocatore apuano che da ragazzo aveva tirato calci ad un pallone nell’Atalanta con Montolivo e Pazzini. Tra queste la Pontremolese la quale era riuscita a strappare un accordo, verbale, con il giocatore. Poi la sorpresa. La mancata fusione con il Seravezza e anche la nascita di un nuovo Pietrasanta iscritto al campionato di Terza Categoria fanno cambiare idea al presidentissimo Ciaponi che ritorna sulla decisione di mollare ed iscrive la squadra al campionato di Promozione. Inizialmente per una stagione di transizione. Poi però accade qualcosa di importante e - da possibile comparsa - la formazione biancoceleste diventa una delle maggiori accreditate alla vittoria finale grazie all’arrivo di giocatori come Badii (cresciuto alla scuola di Sarri nella Sansovino), Romanini, Carusio, il super bomber Moriani, Zizzari oltre alla conferma di Francesco Tosi.

Ma Ciaponi non può immaginare un nuovo Pietrasanta senza il suo capitano e lo chiama. C’è però un problema: Andrea ha già un impegno verbale con la Pontremolese. Il presidentissimo o “il mio presidente”, così come lo chiama il giocatore, ci prova comunque dicendo all’uomo simbolo della sua squadra che ha bisogno di lui. Peselli che aveva mal digerito la retrocessione della passata stagione («ero arrivato anche a pensare di smettere») capisce che non può voltare le spalle ai colori biancocelesti quelli che, sono sue parole, «mi sento addosso come una seconda pelle». E allora dopo avere ringraziato i dirigenti della Pontremolese «per la prima volta nella mia vita – ammette – non mi sono comportato bene con una dirigenza» risponde “presente” al Pietrasanta. E così a 33 anni per l’ottavo anno (seppure non consecutivo) Peselli veste la “camiseta albiceleste” in una stagione che vuole il Pietrasanta tra le favorite del torneo, come lo stesso capitano non ha difficoltà ad ammettere. Anche se l’inizio di campionato in chiaro scuro (sconfitta a Maliseti, pari casalingo con la Folgor Marlia) ha fatto storcere un po’ il naso. Poi il successo di due giorni fa in terra pratese griffato proprio dal suo uomo simbolo.

Dopo una sconfitta ed un pari finalmente il ghiaccio è stato rotto.

«E direi meno male. I primi due risultati non erano stati certo positivi ma direi solo dal punto di vista del risultato perché la squadra non aveva fatto male. E domenica è arrivata la prima vittoria, meritata, su un campo dove sarà difficile fare punti».

Qual è il ruolo che può recitare il Pietrasanta?

«Siamo la squadra più forte, completa in ogni reparto sia per qualità e per quantità e con un buon parco giovani».

E pensare che il presidente Ciaponi sembrava sul punto di passare la mano.

«C’era stato il discorso della fusione con il Seravezza, poi dopo qualche settimana il presidente si deve essere rotto le scatole ed ha deciso di tirare avanti».

Ci si aspettava però una stagione di transizione ed invece. Cosa è successo?

«Determinante per disegnare la stagione è stato l’incontro del presidente con Raffaele Moriani, una persona di grande carisma e con le giuste ambizioni».

Oltre a queste ci vogliono però anche i soldi.

«Vero. Evidentemente il presidente ha trovato qualcuno che gli dà una mano altrimenti non si sarebbe impegnato. Nelle passate stagioni ha avuto qualche difficoltà solo perché chi aveva iniziato con lui ad un certo punto lo aveva lasciato solo. Per la mia esperienza ti posso dire che da quando gioco con il Pietrasanta non ho mai perso un euro».

Quale ritieni siano le avversarie più pericolose nella corsa alla vittoria?

«E’ un campionato difficile e alcune squadre onestamente non le conosco. Però Camaiore e Lampo hanno organici di tutto rispetto e possono dire una parola importante».

Raccontaci un po’ come è stata l’estate di capitan Peselli dopo l’annuncio che il Pietrasanta avrebbe smesso di esistere.

«Una notizia che mi ha colpito e che unita alla delusione per la retrocessione in una partita surreale come quella contro La Portuale mi avevano portato a pensare di smettere con il calcio».

Eppure le offerte non ti saranno mancate?

«Ho ricevute proposte da diverse squadre e devo dire che, nonostante non sapessi ancora cosa fare, sono andato a parlare con tutti. I dirigenti della Pontremolese mi avevano convinto anche perché era la sistemazione più vicina a casa, poi…..».

Poi cosa è successo?

«Mi ha chiamato il presidente Ciaponi per dirmi che la fusione con il Seravezza non era andata in porto e che avrebbe iscritto la squadra in Promozione. E naturalmente che mi voleva in biancoceleste. Insomma la storia di tutti gli anni».

E tu cosa gli hai risposto? «Gli ho detto che avevo dato la parola alla Pontremolese ma mentre gli rispondevo avevo già praticamente deciso che sarei rimasto al Pietrasanta. Anche perché non avevo ancora firmato per la nuova squadra».

E cosa hai detto ai dirigenti della Pontremolese?

«Gli ho raccontato della chiamata del Pietrasanta e loro comportandosi da vere persone di sport hanno capito che la mia era una scelta di cuore».

Dalla possibilità di smettere ad una stagione da protagonisti. Cosa ti senti di dire?

«Che sono contento di fare parte di questa squadra che vuole cancellare la retrocessione. E che spero di vincere il campionato, non ne ho mai vinto uno, proprio con questa maglia. E allora sì che potrei anche smettere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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