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Versilia

Effigie di Hitler appesa sugli spalti Murzi: «Un’infamia»

Effigie di Hitler appesa sugli spalti Murzi: «Un’infamia»

Il sindaco chiede al Forte di allontanare i responsabili La società e il Vhf: pronti a collaborare con gli inquirenti

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FORTE DEI MARMI. Mentre si consuma la gioia dei tifosi rossoblù per la vittoria della Supercoppa da parte del Forte dei Marmi, l’intera kermesse rischia di essere macchiata in maniera indelebile da un brutto episodio avvenuto sabato sera, a pochi minuti dall’avvio del derby tra i rossoblù di Pierluigi Bresciani e il Cgc Viareggio: l’affissione, sulla balaustra della tribuna concessa agli ultras fortemarmini, di uno striscione che ritraeva gli inconfondibili tratti di Adolf Hitler.

Il caso. Tutto avviene in una manciata di minuti. Mentre ancora le due squadre si stavano preparando per entrare in pista, alcuni ultras versiliesi espongono uno striscione al centro del quale, ben visibile, appare l’immagine stilizzata del Führer. Inutile la scritta sottostante “Charlie C”, come a sottintendere un riferimento al capolavoro cinematografico di Charlie Chaplin “Il grande dittatore”: lo striscione ha infatti scatenato immediatamente in tutto il palazzetto dello sport lo sdegno e la rabbia dei presenti, in particolare di alcuni esponenti del Gruppo Autonomo che hanno chiesto a gran voce l’intervento delle forze dell’ordine. Intervento che, tempestivo, è arrivato con la rimozione del manufatto.

L’ira del sindaco. Un vero e proprio oltraggio la figura stilizzata del dittatore, esibita peraltro a pochi chilometri di distanza da una delle località simbolo dell’efferatezza nazista: Sant’Anna di Stazzema. Tant’è che proprio lo stesso sindaco stazzemese Maurizio Verona, avvisato dell’accaduto, ha contattato in forma privata il primo cittadino di Forte dei Marmi Bruno Murzi richiedendo scuse ai martiri dell’eccidio. La risposta del sindaco del Forte è stata immediata e nettissima. «Il comune di Forte dei Marmi vuole assolutamente sostenere la nostra importante realtà hockeistica – afferma Murzi – ma quanto accaduto sabato è un’infamia che non può essere tollerata e che non solo rischia di inquinare la bellezza di questo sport ma anche di compromettere in maniera assoluta i rapporti tra l’amministrazione e la società rosssoblù. A tal proposito non esistono mezze misure: queste persone, fortunatamente una piccola frangia del tifo, devono essere immediatamente allontanate. Non possiamo accettare rigurgiti neonazisti che non c’entrano niente con la nostra comunità». Non si pronuncia sull’episodio invece Alessandro Palagi, presidente del Cgc Viareggio e ospite dell’evento, che tuttavia dichiara di non reputarla «una “goliardata” di pochi, ma un atto molto serio che va al di là della mera competizione e rivalità sportiva».

Le scuse. «Unitamente Hockey Forte e Vhf, a titolo personale i presidenti e a nome delle associazioni che rappresentano, di tutti i propri tesserati e sostenitori, prendono formalmente le distanze da quanto avvenuto e porgono sentitamente le scuse alla città di Viareggio, alla società Cgc Viareggio che ci ospitava e, in modo particolare, a tutti coloro che da questo indegno striscione, si siano ritenuti offesi». Recita così il nodo centrale del comunicato emesso in maniera congiunta dalla società di via Ferrucci e dal gruppo di supporto rossoblù. «Già sabato però – sottolinea il presidente del Forte Piero Tosi – sia i dirigenti della società che i membri del Vhf presenti in tribuna hanno preso una posizione in netto contrasto con coloro che hanno affisso questo striscione. Arrivando anche a un aspro confronto diretto. La consapevolezza della gravità dell’atto compiuto è arrivata subito e pertanto ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine». «Non è un atto di goliardia – rincara Antonio Agostini – perché a tutto deve esserci un limite. Quanto accaduto ci ha creato profondo imbarazzo e di certo ha gravato sull’immagine della nostra società. D’ora in poi vedremo di essere chiari ed inequivocabili con i nostri tifosi affinché non si verifichi più niente del genere».

Gabriele Buffoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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