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Vannozzi, la prima volta senza mondiali

Vannozzi, la prima volta senza mondiali

I saluti del mondo del ciclismo al massaggiatore della nazionale femminile

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VIAREGGIO. Luciano Vannozzi è un pisano trapiantato a Viareggio da oltre quarant’anni che è innamorato di questa città. Ha ricevuto anche il premio sportivo Gherardo Gioè. Uno sportivo che dal 1990 ha collaborato con la Nazionale militare di ciclismo e dal 1992 è divenuto massaggiatore ufficiale della Nazionale di ciclismo femminile. Da quell’anno fino ad oggi è sempre stato presente a tutte le competizioni mondiali di ciclismo femminile come componente tecnico del team azzurro, ha partecipato a 5 olimpiadi (Atlanta, Sydney, Atene, Pechino, Londra ) e a 50 competizioni mondiali, ha contribuito ai successi olimpici di atlete come Paola Pezzo, Antonella Belluti, Imealda Chiappa, Tatiana Gauderzo e a 20 titoli iridati fra cui Alessandra Cappellotto, Giorgia Bronzini, Marta Bastianelli, Vera Carrara, Rossella Callori, Maria Grazia Confalonieri e a 2 giri di Francia con Fabiana Luperini. Nel 2014 ha ricevuto, per aver salvato la vita ad un ciclista in una gara in Messico, un encomio da parte dell’Ucei.

Negli ultimi due anni ha seguito anche il ciclismo femminile juniores con 8 mondiali vinti fra strada, pista . Nella sua lunga carriera ha praticato 50 velodromi nel mondo .

Quest’anno per l’edizione 2017 dei campionati mondiali di ciclismo a Bergen, in Norvegia, Luciano Vannozzi non sarà presente perché, come si usa dire nel calcio, ha attaccato le scarpe al chiodo e il mondo del ciclismo femminile ha voluto esprimere, sulla sua pagina facebook (luciano vannozzi) le più svariate dimostrazioni di affetto. (r.l.)

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