Gioco
Gori-gol trascina l’Italia anche con la Bielorussia
di Gabriele Noli
Gli azzurri superano il secondo ostacolo verso la conquista del titolo continentale ma perdono per squalifica il bomber per la sfida decisiva di oggi contro la Russia
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VIAREGGIO. Lusso e castigo. L’Italia entra nel circolo esclusivo delle quattro migliori d’Europa, dal quale oggi (17,15, diretta su Rai Sport) dovrà sbattere fuori la Russia, unico modo per rinsaldare le ambizioni di trionfo continentale rese ancor più legittime dal successo (6-5) sulla Bielorussia, infinitamente più sofferto rispetto a quello comodo di giovedì con l’Ucraina, prezioso in egual misura ma con in aggiunta una punta di malcelata amarezza per il giallo rimediato da Gabriele Gori. Fatale, perché si somma a quello che l’attaccante si era visto sbattere in faccia dall’arbitro nel match d’esordio della Superfinal della Euro League di beach soccer a Terracina. E così questo pomeriggio con i campioni del Mondo del 2011 e 2013, “Tin-Tin” non ci sarà.
Un problema enorme per il ct Agostini, che per rimpiazzarlo potrà affidarsi a uno tra Palazzolo ed il sesto viareggino del gruppo azzurro, Alessandro Remedi. Un’assenza pesante e (si spera di no) deleteria, quella di Gori, anche ieri decisivo con una tripletta (dopo il poker rifilato all’Ucraina), provvidenziale per trascinare l’Italia ad una vittoria che le permette di restare in vetta al girone 2 a punteggio pieno assieme proprio alla Russia.
La gara si era messa male, dopo il botta e risposta iniziale firmato Bryshtel-Gori. Perché la Bielorussia aveva bussato altre due volte nel primo tempo, portandosi sul 3-1 e costringendo la Nazionale ad una rimonta non impossibile, complicata sì. Ci ha pensato Marinai a darle il via, sempre nella frazione d’apertura, Zurlo l’ha alimentata nella frazione centrale, la stessa in cui Gori ha deciso che per fare la differenza non era il più caso di attendere. Lo ha siglato lui il sorpasso, così come l’allungo all’alba del terzo tempo. Con la rovesciata immaginifica di Palmacci l’Italia si è portata sul 6-3, risultato da considerarsi apparentemente tranquillo e da controllare con scrupolosa attenzione. Ma la Bielorussia, ferita e furiosa, ha reagito riducendo progressivamente il passivo, sino ad avvicinarsi pericolosamente sul 6-5. Nei due minuti e mezzo conclusivi di sofferenza ce n’è stata in abbondanza. Di cartellini anche, tant’è che mezza Nazionale è diffidata. Aspetto del quale Agostini può e deve preoccuparsi meno possibile, perché testa, gambe, cuore e nervi sono da riservare esclusivamente alla sfida con la Russia che, se vinta, spalancherebbe le porte della finale contro una tra Spagna e Portogallo.
Un problema enorme per il ct Agostini, che per rimpiazzarlo potrà affidarsi a uno tra Palazzolo ed il sesto viareggino del gruppo azzurro, Alessandro Remedi. Un’assenza pesante e (si spera di no) deleteria, quella di Gori, anche ieri decisivo con una tripletta (dopo il poker rifilato all’Ucraina), provvidenziale per trascinare l’Italia ad una vittoria che le permette di restare in vetta al girone 2 a punteggio pieno assieme proprio alla Russia.
La gara si era messa male, dopo il botta e risposta iniziale firmato Bryshtel-Gori. Perché la Bielorussia aveva bussato altre due volte nel primo tempo, portandosi sul 3-1 e costringendo la Nazionale ad una rimonta non impossibile, complicata sì. Ci ha pensato Marinai a darle il via, sempre nella frazione d’apertura, Zurlo l’ha alimentata nella frazione centrale, la stessa in cui Gori ha deciso che per fare la differenza non era il più caso di attendere. Lo ha siglato lui il sorpasso, così come l’allungo all’alba del terzo tempo. Con la rovesciata immaginifica di Palmacci l’Italia si è portata sul 6-3, risultato da considerarsi apparentemente tranquillo e da controllare con scrupolosa attenzione. Ma la Bielorussia, ferita e furiosa, ha reagito riducendo progressivamente il passivo, sino ad avvicinarsi pericolosamente sul 6-5. Nei due minuti e mezzo conclusivi di sofferenza ce n’è stata in abbondanza. Di cartellini anche, tant’è che mezza Nazionale è diffidata. Aspetto del quale Agostini può e deve preoccuparsi meno possibile, perché testa, gambe, cuore e nervi sono da riservare esclusivamente alla sfida con la Russia che, se vinta, spalancherebbe le porte della finale contro una tra Spagna e Portogallo.
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