Gioco
Lucarelli jr, col Livorno un debutto specialissimo
di Roy Lepore
La prima uscita del neoacquisto bianconero proprio contro gli amaranto in cui ha giocato e soprattutto di cui papà Cristiano è stato un simbolo
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VIAREGGIO. Per il suo esordio assoluto con la maglia bianconera si è trovato di fronte il Livorno. Solo che per lui quella amaranto non è una squadra come un’altra. Perché lui si chiama Mattia Lucarelli da Livorno. E suo padre, Cristiano, è stato - e resta nei cuori dei tifosi livornesi - uno degli uomini simbolo di quella società. Così per il diciottenne Lucarelli jr. l’amichevole di giovedì sera ai Pini fra Viareggio e Livorno è stata molto di più di una semplice “prima volta” in bianconero. Fra l’altro Mattia la scorsa stagione ha giocato nel Livorno, nella Berretti, ma poi a metà campionato ha preferito trasferirsi al Pontedera in Lega Pro.
Sei venuto a Viareggio, dove tuo padre ha anche allenato. Ti ha consigliato lui?
«Mi ha detto che questo è un ambiente che per un ragazzo è ideale. In parte lo conoscevo anch'io, perché sono venuto a seguire qualche allenamento e partita quando mio padre allenava il Viareggio. Sono venuto con la voglia di crescere sul piano sportivo».
In attesa che venga ingaggiato un terzino sinistro, almeno contro il Livorno sei stato utilizzato in quel ruolo, anche se sei un centrocampista.
«In questo ruolo ci ho già giocato, anche se a centrocampo mi sento a casa. Devo però migliorare nel difendere».
Ti sei emozionato a giocare contro il Livorno?
"Sinceramente pensavo peggio. Quando l'arbitro ha fischiato l'inizio della partita, ho pensato solo a fare il meglio possibile. In tribuna c'era mio nonno, visto che papà Cristiano è a Catania. Compatibilmente con i suoi impegni, però, verrà a vedere qualche mia partita».
Eri al Livorno, ma lo scorso anno a metà stagione sei andato al Pontedera. Perché?
«È stata l'occasione per allenarmi con i più grandi nel corso della settimana, poi il sabato scendevo in campo con la Berretti. Questa che ho avuto è una opportunità importante che voglio sfruttare al meglio».
Da tuo padre avrai appreso tanti piccoli accorgimenti che ti saranno utili nel corso della tua carriera.
«Lo spero. Ho voluto provare a misurarmi con i più grandi per verificare quelle che sono le mie possibilità. Nello stesso tempo intendo anche terminare gli studi: sono al quinto anno dell'Itc che farò da privatista, perché far coincidere il calcio con gli studi non è facile».
Sei arrivato in una società come il Viareggio, che ha scelto la linea "verde" ed è strutturata a livello familiare. Quindi anche da questo punto di vista occorre sapersi ambientare.
«Mio padre mi aveva spiegato anche questo aspetto. L'ambiente è tranquillo e nello stesso tempo, Viareggio è comunque una piazza importante e mi auguro che anche per me sia una tappa di crescita professionale. Sono venuto con entusiasmo, stiamo lavorando bene con il mister che ci sta dando le direttive in questa fase di preparazione».
Oggi scenderete ancora in campo e sarà un'altra opportunità per trovare l'amalgama giusto con i compagni.
«In questa fase alternare le sedute atletiche e tattiche con le partite è importante in attesa poi delle prime gare ufficiali in cui conteranno i punti per farci trovare pronti all'inizio del campionato».
Sei venuto a Viareggio, dove tuo padre ha anche allenato. Ti ha consigliato lui?
«Mi ha detto che questo è un ambiente che per un ragazzo è ideale. In parte lo conoscevo anch'io, perché sono venuto a seguire qualche allenamento e partita quando mio padre allenava il Viareggio. Sono venuto con la voglia di crescere sul piano sportivo».
In attesa che venga ingaggiato un terzino sinistro, almeno contro il Livorno sei stato utilizzato in quel ruolo, anche se sei un centrocampista.
«In questo ruolo ci ho già giocato, anche se a centrocampo mi sento a casa. Devo però migliorare nel difendere».
Ti sei emozionato a giocare contro il Livorno?
"Sinceramente pensavo peggio. Quando l'arbitro ha fischiato l'inizio della partita, ho pensato solo a fare il meglio possibile. In tribuna c'era mio nonno, visto che papà Cristiano è a Catania. Compatibilmente con i suoi impegni, però, verrà a vedere qualche mia partita».
Eri al Livorno, ma lo scorso anno a metà stagione sei andato al Pontedera. Perché?
«È stata l'occasione per allenarmi con i più grandi nel corso della settimana, poi il sabato scendevo in campo con la Berretti. Questa che ho avuto è una opportunità importante che voglio sfruttare al meglio».
Da tuo padre avrai appreso tanti piccoli accorgimenti che ti saranno utili nel corso della tua carriera.
«Lo spero. Ho voluto provare a misurarmi con i più grandi per verificare quelle che sono le mie possibilità. Nello stesso tempo intendo anche terminare gli studi: sono al quinto anno dell'Itc che farò da privatista, perché far coincidere il calcio con gli studi non è facile».
Sei arrivato in una società come il Viareggio, che ha scelto la linea "verde" ed è strutturata a livello familiare. Quindi anche da questo punto di vista occorre sapersi ambientare.
«Mio padre mi aveva spiegato anche questo aspetto. L'ambiente è tranquillo e nello stesso tempo, Viareggio è comunque una piazza importante e mi auguro che anche per me sia una tappa di crescita professionale. Sono venuto con entusiasmo, stiamo lavorando bene con il mister che ci sta dando le direttive in questa fase di preparazione».
Oggi scenderete ancora in campo e sarà un'altra opportunità per trovare l'amalgama giusto con i compagni.
«In questa fase alternare le sedute atletiche e tattiche con le partite è importante in attesa poi delle prime gare ufficiali in cui conteranno i punti per farci trovare pronti all'inizio del campionato».
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