Il Tirreno

Versilia

Una coppia di motivatori «Così aiutiamo i giovani»

di Roy Lepore

Massimo Gori e la moglie Sandra Carmignani si sono specializzati nel coaching «Il nostro obiettivo? Far crescere gli atleti di ogni disciplina a livello mentale» 

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VIAREGGIO. Un futuro da... motivatore. Massimo Gori che è stato fra i fondatori del Viareggio 2014, insieme alla moglie Sandra Carmignani ha frequentato un master del dottor Roberto Cerè, il Micap (Master internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni), come relatore hanno avuto Claudio Belotti, che fa parte dello staff tecnico del settore giovanile dell'Inter. Massimo Gori che da 35 anni è imprenditore dell'azienda omonima di floricoltura, è un appassionato di calcio e seguendo il figlio che era portiere della formazione juniores del Viareggio da sempre ha creduto nell'importanza del settore giovanile. «Il progetto del Viareggio 2014, quando è iniziato, aveva come obiettivo quello di costituire un settore giovanile in grado di alimentare la Prima squadra, allora iscritta al campionato di Eccellenza, che ha vinto al primo anno e poi da far seguire anche in serie D. Oggi anche se sono fuori dalla società, il mio obiettivo rimane invariato, consapevole dell'importanza del ruolo dei giovani e del coaching, utile a formare prima la persona, poi l'atleta, riconoscendone i talenti, aiutandolo a farli emergere, sviluppare le attività e guidarlo a sostenerle nel tempo».

Come è scattata la voglia di prendere parte ad un master simile? «Tutto è cominciato dopo una partita di calcio di allievi regionali fra due squadre in lotta per una posizione per la Coppa Toscana nel 2013 - dice Gori - che è terminata con una rissa, coinvolgendo anche alcuni accompagnatori. Dopo quell'episodio mi è scattato qualcosa dentro che mi ha spinto a voler dare allo sport giovanile e a tutti gli addetti ai lavori gli strumenti idonei a far crescere i ragazzi, prima come uomini e poi come atleti, partendo dalla mente, poi al corpo, infine alle prestazioni, creando così l'atleta completo».

L'idea quindi è stata quella di voler affiancare una figura nuova nello staff tecnico delle squadre. «Il sogno è quello di fornire a tutte le società, di qualsiasi sport, un assistente per i ragazzi, andando a lavorare sui ruoli, valori e regole, sia con gli staff tecnici, che con i ragazzi stessi, in gruppo e singolarmente. Nella maggior parte dei casi al primo posto c'è sempre la vittoria e i risultati sportivi, il prestigio e il nome della società, il curriculum dell'allenatore e gli interessi economici. In certi casi ci sono ragazzi facenti parte di un gruppo, che si sentono poco considerati, manifestano poca autostima e insicurezza. E' per quello che devono essere aiutati per superare questi momenti difficili».

E anche in Versilia potrebbe essere lo spazio nelle società sportive locali per una figura del genere. «Credo che vada presa in considerazione, perché lo sport si è evoluto, ed è necessario adeguarsi anche a certe novità».

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