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Orlandi, quello col Forte è un divorzio amaro 

Orlandi, quello col Forte è un divorzio amaro 

La società rossoblù non rinnova il contratto al campione viareggino  «Non mi aspettavo che finisse così. Io al Centro o a Sarzana? Niente di concreto

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FORTE DEI MARMI. In quattro anni ha lasciato un segno indelebile nella storia del Forte dei Marmi, ma Alberto Orlandi dalla prossima stagione non vestirà più il rossoblù. Una questione prettamente legata al budget che la società di via Ferrucci ha scelto di ridurre in un'ottica di risparmio finanziario, ma che di fatto si è conclusa con l'addio del campione più scudettato d'Italia (13 i trofei nazionali vinti, di cui 11 tricolori e due in Portogallo). Che, nonostante fosse a conoscenza delle difficoltà del Forte dei Marmi in merito al rinnovo del suo contratto, riesce a nascondere a stento una vena di delusione.

Orlandi, si aspettava questo esito?

«Sinceramente no, nello sport evidentemente non si finisce mai di stupirsi e di imparare: la mia non è una polemica, capisco perfettamente le scelte della società che si è sempre spiegata con me in maniera molto aperta. Già prima dell'avvio dei playoff ci sedemmo ad un tavolo e mi fu detto che c'erano delle difficoltà per il rinnovo: non fu piacevole, ma il pensiero allora fu di dare il 120 per cento e comportarmi fino alla fine dal professionista quale sono. Penso perciò di abbandonare questa maglia comunque a testa alta, senza aver lasciato niente di sbagliato o incompiuto alle mie spalle: resta il grande rammarico per lo scudetto, avrei voluto regalare quest'ultimo titolo al Forte prima di andarmene ma ora, a mente fredda, sono comunque soddisfatto di quello che ho dimostrato in questi playoff».

Cosa riserva ora il futuro per Alberto Orlandi?

«Intanto mi godo la Sardegna con la mia famiglia, credo se lo meritino anche loro. Dopodiché valuterò a fondo cosa fare della mia carriera: credo di aver dimostrato nonostante i miei 44 anni di poter ancora dare qualcosa a questo sport. Ancora però non ho preso una decisione: se troverò un progetto stimolante e concreto sicuramente giocherò, altrimenti mi troverò a scegliere se aspettare, pur allenandomi, il mercato di gennaio oppure affrontare la decisione anche di appendere i pattini al chiodo. Ma lo vivrei come un rammarico, sento di esserci ancora sia fisicamente che mentalmente».

Voci ventilano prospettive come Sarzana, o addirittura un ritorno nel Cgc Viareggio. Sono ipotesi concrete?

«Ripeto, di concreto non c'è niente ancora. Certo, avendo famiglia a Viareggio, queste due opzioni sarebbero le scelte più semplici. Ma non voglio precludermi niente: finora mi sono arrivate più chiamate da fuori la Toscana che da squadre di qui, addirittura una dall'estero. Se dovessi allontanarmi non mi farei comunque problemi ma valuterei serenamente con la mia famiglia».

Cosa si porterà dietro di questi 4 anni a Forte?

«Un'esperienza bellissima e tanto orgoglio per aver messo la mia firma nella storia di questa società che in poco tempo ha raggiunto i massimi livelli, giungendo a traguardi cui altri impiegano anche 10 anni ad arrivare. I ricordi sono tantissimi: non potrò mai dimenticare il mio arrivo, con un clima e un entusiasmo che mi ricordarono l'ambiente di Oporto, per non parlare poi del primo scudetto. Non potrò mai dimenticare gli abbracci e le lacrime di gioia di quella sera: Forte per me era come una seconda casa, sia umanamente che professionalmente mi sono trovato benissimo».

Gabriele Buffoni

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