Gioco
Tosi al veleno: «Stagione negativa»
Il presidente: «La Coppa Italia vinta? Un contentino...». Ma Bresciani non ci sta: «Parole eccessive»
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FORTE DEI MARMI. La porta dello spogliatoio rossoblù è chiusa. All'interno, gli ormai ex campioni d'Italia sono chini in un silenzio rabbioso e carico di rammarico. Perché questa finale non l'hanno persa per demeriti evidenti, ma alla roulette russa dei rigori. Che, se da un lato è emblema di una sfida da pari a pari fino all'ultimo secondo, dall'altro rende certamente la sconfitta più amara da digerire. È un piccolo regno del silenzio quello spogliatoio da cui si fatica ad uscire. Anche perché, non appena la porta si apre di uno spioncino, è la festa tutta giallorossa del Lodi a prendere forma e realtà. In pista i giocatori di Nuno Resende rimangono a lungo dopo il fischio finale, con il tabellone che segna quel 3-4 sudato e sperato, che certifica che il sogno lombardo si è realizzato dopo 36 anni di digiuno. E allora meglio rimanere a sbollire l'amarezza, per quanto possibile.
Un'amarezza che il presidente Piero Tosi non nasconde e che anzi esterna con una certa franchezza. «La nostra stagione ha sicuramente un segno negativo adesso, inutile girarci intorno - dichiara il presidentissimo rossoblù - la prima Coppa Italia certo completa la nostra bacheca, ma alla luce della sconfitta in questa finale è una magra consolazione. Come ho sempre detto, lo scudetto ha un'importanza particolare e la Coppa conquistata non ripaga. Soddisfatto? Non posso dirlo, e mi dispiace: non ho visto la spregiudicatezza delle partite precedenti, un buon Forte ma non quello che mi sarei aspettato, senza quella grinta che pensavo ci fosse in pista in gara 5».
Dallo spogliatoio, intanto, qualcuno che si fa coraggio e cerca di tenere a freno la delusione c'è: è il tecnico - già confermato per il prossimo anno - Pierluigi Bresciani. «Se il presidente ha detto che la stagione è stata negativa mi dispiace - commenta il mister fortemarmino - di certo adesso dovrò parlare con la società e valutare i pro e i contro di questa stagione, per ripartire il prossimo anno togliendo tutti i lati non positivi. Ma dire che la stagione fallimentare mi pare eccessivo: siamo stati vessati continuamente da infortuni, e alla fine abbiamo perso lo scudetto soltanto ai rigori».
Sulla partita poi, l'analisi è più cruda. «Se però è mancato qualcosa ai miei ragazzi, la colpa è soltanto mia - dichiara Bresciani - forse non sono riuscito a dare tutta la fame e la grinta che avevo io in corpo. Forte attendista? Sia noi che il Lodi avevamo paura di scoprirci: la differenza l'ha fatta la difesa dei nostri avversari, che hanno chiuso ottimamente i nostri spazi. E poi gli episodi: non sono un alibi e non cerco scuse, ma quando Illuzzi blocca la stecca a Torner è rigore. Quando ai supplementari eravamo a nove falli entrambi tentiamo le giocate uno contro uno, ci fanno fallo e non ci è stata data la punizione di prima: poi andava segnata e non ha compromesso la partita, ma di sicuro avrebbe aiutato. Detto ciò - conclude - il Lodi ha meritato questo scudetto: ho più volte ripetuto che eravamo le due squadre migliori d'Italia, e il risultato ne dà ulteriore conferma».
L'amarezza più grande però resta, ed è difficile da smaltire. Aver perso in casa, seppure dal dischetto. Anzi, proprio dal dischetto: quasi una maledizione per Bresciani. «Ci ho perso una Coppa Campioni in finale, poi in Coppa Italia e ora lo scudetto - dichiara sconsolato - prima o poi anche ai rigori riuscirò a vincere qualcosa, ma perdere qui in casa nostra è veramente un brutto colpo. Sono distrutto, mi verrebbe voglia di mollare tutto anche se non lo farò. Ci mancava Pedro Gil? Non scherziamo, siamo una grande squadra e nonostante il nostro hockey non siamo stati premiati».
Gabriele Buffoni
Un'amarezza che il presidente Piero Tosi non nasconde e che anzi esterna con una certa franchezza. «La nostra stagione ha sicuramente un segno negativo adesso, inutile girarci intorno - dichiara il presidentissimo rossoblù - la prima Coppa Italia certo completa la nostra bacheca, ma alla luce della sconfitta in questa finale è una magra consolazione. Come ho sempre detto, lo scudetto ha un'importanza particolare e la Coppa conquistata non ripaga. Soddisfatto? Non posso dirlo, e mi dispiace: non ho visto la spregiudicatezza delle partite precedenti, un buon Forte ma non quello che mi sarei aspettato, senza quella grinta che pensavo ci fosse in pista in gara 5».
Dallo spogliatoio, intanto, qualcuno che si fa coraggio e cerca di tenere a freno la delusione c'è: è il tecnico - già confermato per il prossimo anno - Pierluigi Bresciani. «Se il presidente ha detto che la stagione è stata negativa mi dispiace - commenta il mister fortemarmino - di certo adesso dovrò parlare con la società e valutare i pro e i contro di questa stagione, per ripartire il prossimo anno togliendo tutti i lati non positivi. Ma dire che la stagione fallimentare mi pare eccessivo: siamo stati vessati continuamente da infortuni, e alla fine abbiamo perso lo scudetto soltanto ai rigori».
Sulla partita poi, l'analisi è più cruda. «Se però è mancato qualcosa ai miei ragazzi, la colpa è soltanto mia - dichiara Bresciani - forse non sono riuscito a dare tutta la fame e la grinta che avevo io in corpo. Forte attendista? Sia noi che il Lodi avevamo paura di scoprirci: la differenza l'ha fatta la difesa dei nostri avversari, che hanno chiuso ottimamente i nostri spazi. E poi gli episodi: non sono un alibi e non cerco scuse, ma quando Illuzzi blocca la stecca a Torner è rigore. Quando ai supplementari eravamo a nove falli entrambi tentiamo le giocate uno contro uno, ci fanno fallo e non ci è stata data la punizione di prima: poi andava segnata e non ha compromesso la partita, ma di sicuro avrebbe aiutato. Detto ciò - conclude - il Lodi ha meritato questo scudetto: ho più volte ripetuto che eravamo le due squadre migliori d'Italia, e il risultato ne dà ulteriore conferma».
L'amarezza più grande però resta, ed è difficile da smaltire. Aver perso in casa, seppure dal dischetto. Anzi, proprio dal dischetto: quasi una maledizione per Bresciani. «Ci ho perso una Coppa Campioni in finale, poi in Coppa Italia e ora lo scudetto - dichiara sconsolato - prima o poi anche ai rigori riuscirò a vincere qualcosa, ma perdere qui in casa nostra è veramente un brutto colpo. Sono distrutto, mi verrebbe voglia di mollare tutto anche se non lo farò. Ci mancava Pedro Gil? Non scherziamo, siamo una grande squadra e nonostante il nostro hockey non siamo stati premiati».
Gabriele Buffoni
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