Sicurezza
Forte, stasera passa il treno della storia
Col Lodi va a caccia del quarto titolo di fila come i grandi Novara e Follonica. Ma è anche un punto di svolta sul futuro
3 MINUTI DI LETTURA
FORTE. L’ultimo atto della stagione è servito. Chi vincerà questa sera – l’appuntamento è alle 20.45 al palasport di Vittoria Apuana – potrà fregiarsi del titolo di squadra campione d’Italia 2016/2017. Gli indugi sono rotti, non ci sono più seconde possibilità: o la vittoria o il rammarico per aver sfiorato il sogno tricolore. Nient’altro ha importanza, né il passato glorioso dei rossoblù né la gioventù e la spregiudicatezza offensiva dei lombardi. Entrambe le squadre hanno dimostrato di meritarsi ampiamente il posto da finaliste regalando (pur a fasi alterne) puro spettacolo nelle precedenti quattro gare di finale. Questa sera nessuno può però permettersi errori, dopo tante prove generali è il momento di calcare il palco. E non ci sono repliche. Per Forte e Lodi quella di stasera è l’ultima, decisiva scena prima che il cali il sipario su una stagione che le ha viste sempre protagoniste: resta da capire adesso soltanto chi ne uscirà per l’inchino finale tra gli applausi.
Una notte per la gloria. È solo una partita, l’ultima di una stagione intensa e combattuta, ma per chiunque uscirà vincitore dalla pista stasera il successo riecheggerà a lungo. Da una parte infatti i fortemarmini potrebbero conquistare il quarto scudetto consecutivo coronando un’impresa titanica: della squadra, certo, che eguaglierebbe compagini del passato come Triestina, Novara e il Follonica degli Immarcabili, ma anche e soprattutto della società e del Vhf (figlio evoluto dell’ormai defunto Gso) che hanno costruito quattro anni fa la compagine del primo scudetto mantenendo poi la bandiera rossoblù ai massimi vertici in Italia e, verrebbe da dire, nel gotha europeo. Dall’altra invece i lodigiani, squadra giovane e a caccia di gloria ma che alle spalle ha un tifo che ha sofferto per 36 anni le amarezze di un sogno infranto: tanto che c’è chi, tra gli ultras giallorossi, ha vissuto quell’unico tricolore conquistato nel 1981 e racconta la sua storia per istruire i figli o, nel caso, i nipotini che hanno preso il suo posto in curva e sugli spalti. Con la speranza di rivedere i ludesan festeggiare ancora lo scudetto.
Il nuovo ciclo rossoblù. Si stagliano sopra il tabellone – raffigurati dalla maestria del tifoso rossoblù Valerio Neri – i volti di quei dieci che hanno conquistato il primo scudetto: Crudeli, Gil, Cancela, Torner, Orlandi, Stagi, Bellè, Giorgi, Alessandro e Mattia Verona. Alcuni di loro giocano (e allenano) altrove, alcuni sono invece rimasti a vestire la maglia del Forte. Altri ancora, stasera, scenderanno in pista da avversari con la casacca del Lodi. Quei dieci volti rappresentano l’inizio di un ciclo di vittorie: tre anni di scudetti, Supercoppe, Final Four europee. Ora però si è ad un punto di svolta: con stasera si capirà se il Forte dei Marmi è pronto a dare continuità a quel ciclo di successi o se anche per i giganti rossoblù è arrivato il momento di cedere il passo quantomeno per questa stagione, in vista della prossima. Quel che è certo è che questo Forte, composto da dieci nuovi “eroi”, ha emozionato ed esaltato il suo pubblico come non mai conquistando con ampio merito la prima Coppa Italia della sua storia. Forse già questo può essere un punto d’inizio per il nuovo ciclo che si prospetta, ma la sensazione è che la piazza fortemarmina non sia ancora sazia: spetterà al Lodi, e solo se lo meriterà, far rimanere di traverso quest’ultimo boccone ai rossoblù.
Gabriele Buffoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Una notte per la gloria. È solo una partita, l’ultima di una stagione intensa e combattuta, ma per chiunque uscirà vincitore dalla pista stasera il successo riecheggerà a lungo. Da una parte infatti i fortemarmini potrebbero conquistare il quarto scudetto consecutivo coronando un’impresa titanica: della squadra, certo, che eguaglierebbe compagini del passato come Triestina, Novara e il Follonica degli Immarcabili, ma anche e soprattutto della società e del Vhf (figlio evoluto dell’ormai defunto Gso) che hanno costruito quattro anni fa la compagine del primo scudetto mantenendo poi la bandiera rossoblù ai massimi vertici in Italia e, verrebbe da dire, nel gotha europeo. Dall’altra invece i lodigiani, squadra giovane e a caccia di gloria ma che alle spalle ha un tifo che ha sofferto per 36 anni le amarezze di un sogno infranto: tanto che c’è chi, tra gli ultras giallorossi, ha vissuto quell’unico tricolore conquistato nel 1981 e racconta la sua storia per istruire i figli o, nel caso, i nipotini che hanno preso il suo posto in curva e sugli spalti. Con la speranza di rivedere i ludesan festeggiare ancora lo scudetto.
Il nuovo ciclo rossoblù. Si stagliano sopra il tabellone – raffigurati dalla maestria del tifoso rossoblù Valerio Neri – i volti di quei dieci che hanno conquistato il primo scudetto: Crudeli, Gil, Cancela, Torner, Orlandi, Stagi, Bellè, Giorgi, Alessandro e Mattia Verona. Alcuni di loro giocano (e allenano) altrove, alcuni sono invece rimasti a vestire la maglia del Forte. Altri ancora, stasera, scenderanno in pista da avversari con la casacca del Lodi. Quei dieci volti rappresentano l’inizio di un ciclo di vittorie: tre anni di scudetti, Supercoppe, Final Four europee. Ora però si è ad un punto di svolta: con stasera si capirà se il Forte dei Marmi è pronto a dare continuità a quel ciclo di successi o se anche per i giganti rossoblù è arrivato il momento di cedere il passo quantomeno per questa stagione, in vista della prossima. Quel che è certo è che questo Forte, composto da dieci nuovi “eroi”, ha emozionato ed esaltato il suo pubblico come non mai conquistando con ampio merito la prima Coppa Italia della sua storia. Forse già questo può essere un punto d’inizio per il nuovo ciclo che si prospetta, ma la sensazione è che la piazza fortemarmina non sia ancora sazia: spetterà al Lodi, e solo se lo meriterà, far rimanere di traverso quest’ultimo boccone ai rossoblù.
Gabriele Buffoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google