Il Tirreno

Versilia

Romero, lacrime che sanno di scudetto 

di Gabriele Buffoni
Romero, lacrime che sanno di scudetto 

L’eroe di martedì si confessa: «Ho pianto per l’emozione. Ma adesso vogliamo chiudere il conto già sabato»

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FORTE DEI MARMI. Gonzalo Romero. È questa la firma impressa a fuoco sull'esito della gara 3 di finale scudetto, partita che ha sancito che a poter sfruttare il match point fin da sabato in gara 4 (al PalaCastellotti di Lodi) sia l'Hockey Forte e non - come invece accaduto nella passata stagione - l'Amatori Lodi. Ma quello del matador argentino è anche il nome ripetuto ed osannato martedì sera sugli spalti gremiti del palasport di Vittoria Apuana e destinato ad entrare nella storia e nei racconti che parleranno in futuro di questa finalissima: non soltanto perché con la sua doppietta è stato il match-winner di gara 3 (specialmente la rete del definitivo 3-2 ha subito preso posto, nell'immaginario collettivo, al fianco della rete di Pedro Gil nella gara 4 della finale 2016 e del golden gol di Marco Pagnini nella semifinale - sempre lo scorso anno - contro il Cgc Viareggio), ma soprattutto perché ha dimostrato - e ne sono la prova le lacrime che hanno rigato il suo volto al fischio finale - di aver ormai cucito sul proprio petto i colori della maglia del Forte dei Marmi.

Romero, due gol e una gara 4 conquistata con grinta e caparbietà: che emozioni ha riservato per lei la notte di martedì?

«Credo che sia stata una partita difficilissima ed è veramente difficile parlare di emozioni dopo 50 minuti come quelli di gara 3. Sapevamo che il Lodi voleva vincere, e penso che i nostri avversari abbiano dato tutto in pista per metterci alle strette: questo, forse, rende la nostra vittoria ancora più bella. Abbiamo fatto una partita stupenda, dal portiere all'ultimo di noi che ha calcato la pista abbiamo giocato come si devono giocare le finali di un titolo importante come lo scudetto: con grinta, con intensità e con un agonismo alle stelle. Martedì sera più di ogni altra partita abbiamo visto un Forte dei Marmi con tutte queste caratteristiche».

Le sue lacrime al termine di gara 3 hanno emozionato tutti: è stato un pianto liberatorio dopo il gol decisivo o di gioia per la vittoria?

«Un po' entrambe le cose. La verità è che sono stato sopraffatto dalle emozioni, con l'adrenalina che scorreva a fiumi e tutto il palazzetto in piedi che gridava il mio nome: se ci ripenso mi viene la pelle d'oca anche adesso. Ogni giocatore avrebbe voluto essere al mio posto, quando mi sono accorto di quello che avevo fatto e ho sentito il boato del pubblico non sono più riuscito a trattenermi, e non me ne vergogno: tutta la gente che ama questi colori e che martedì era al palazzetto meritava quel gol e quelle lacrime. È stata una vittoria collettiva, non solo della squadra ma anche del pubblico che ci ha caricato a dovere e non ci ha abbandonato nel momento in cui avevamo più bisogno di loro».

In gara 4 a Lodi avrete un primo match point da sfruttare: cosa servirà in questa trasferta che potrebbe valere il tricolore?

«Innanzitutto dobbiamo restrare tranquilli: bisogna ricaricare le pile e riposarci sia di testa che fisicamente. Con la mente però già dobbiamo essere a sabato per prepararci a quella che sarà un'altra battaglia da vincere sputando lacrime e sangue sulla pista di Lodi: la pressione sarà tutta sulle spalle dei nostri avversari, saranno loro a dover rischiare qualcosa in più, noi dovremo solo fare il nostro gioco senza assilli. Sarà durissima, lo sappiamo tutti, ma non vogliamo mollare: questo scudetto deve essere nostro, abbiamo dimostrato di meritarcelo».

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