La manifestazione
Català: «Nulla è ancora deciso»
Il portiere del Lodi non si dà per vinto: «Sabato vinciamo e poi ci giochiamo tutto in gara 5»
3 MINUTI DI LETTURA
FORTE DEI MARMI. Quando il cuore pompa adrenalina come se non avesse mai fatto altro e le finali si giocano su ritmi altissimi come sta accadendo tra Forte dei Marmi e Lodi, anche un singolo episodio può cambiare le sorti dell'incontro e, talvolta, stabilire il vincitore. È ciò che è accaduto martedì in gara 3 quando, al netto di 50 minuti caratterizzati da grande intensità di gioco, il 3-2 di Gonzalo Romero ad un minuto dal termine, ha spezzato ogni equilibrio. Un gol che - specialmente se i rossoblù riusciranno a vincere in gara 4 aggiudicandosi lo scudetto - rimarrà a lungo impresso nella memoria dei lodigiani e soprattutto di Adrià Català: l'unico vero errore in una prestazione in larga parte ottimale è costato infatti ai giallorossi la sconfitta.
Català, partiamo da quell' ultimo guizzo di Romero che è stato fatale al Lodi: le ha un po' ricordato la rete di Pedro Gil lo scorso anno, in gara 4?
«Sono stati due gol molto diversi, e anche le situazioni in cui sono capitati sono diverse. Però sì, la sensazione è stata la stessa. Mi sono visto spuntare Gonzalo (Romero, ndr) tutto solo che puntava la porta, ho reagito quanto prima provando a coprire il tiro ma sono riuscito solo a toccare la sfera con il braccio. Potevo pararlo quel tiro, non era un'impresa impossibile: è il mio rammarico più grande, dopo aver cercato di negare il gol al Forte per tutta la partita non essere riuscito ad alzare il braccio quell'istante prima, quel tanto che bastava per evitare che la pallina finire in porta, lascia veramente l'amaro in bocca. Però ormai è andata così, devo guardare avanti a gara 4 e non fossilizzarmi su quanto accaduto martedì».
Questa doppia sconfitta in Versilia può però aver fiaccato il vostro morale?
«Non ne vedo il motivo: ho sempre pensato, e così pure i miei compagni e il mister, che questa finale sarebbe stata difficilissima. Alla fine loro sono soltanto un punto avanti a noi nella serie, non è che abbiano già vinto lo scudetto. I giochi sono ancora ben lontani dal dirsi chiusi secondo me: il Forte si è meritato queste due vittorie e il match point, sabato toccherà a noi meritarci di arrivare in gara 5 tornando a sfruttare il fattore casa come in gara 1. Tutto può ancora succedere».
Il Lodi è ora con le spalle al muro: come va gestita la pressione di dover vincere ad ogni costo?
«Credo innanzi tutto che la pressione sia sulle nostre spalle così come su quelle del Forte: alla fine se loro perdessero sabato rischierebbero moltissimo poi in gara 5. La cosa più importante è senza dubbio rimanere tranquilli ed avere la maturità di capire che ciò che dobbiamo assolutamente fare è dare tutto in pista: se poi il Forte si meriterà lo scudetto, lo vincerà ma dovrà sudarselo perché noi tenteremo fino all'ultimo secondo l'impresa di prolungare la serie alla quinta partita. La mentalità che può farci vincere è quella di pensare a gara 4 come se fosse una partita secca, chi vince prende tutto. Se si finisce per fare troppi calcoli alla fine sale solo l'ansia ed è nocivo».
La piazza lodigiana promette di affollare il PalaCastellotti sabato sera: la presenza di un pubblico da sold out può darvi la carica o alzare ancor di più il livello di tensione?
«I nostri tifosi si stanno comportando magnificamente, nonostante le ultime due sconfitte ci hanno sostenuto sempre fino alla fine e sono certo che anche sabato, comunque andrà, non mancheranno di supportarci. Personalmente sono uno che rimane molto concentrato a ciò che succede in pista, il pubblico sugli spalti fa da cornice. Ma la carica nei momenti difficili si avverte eccome, ed è solo positiva».
Gabriele Buffoni
Català, partiamo da quell' ultimo guizzo di Romero che è stato fatale al Lodi: le ha un po' ricordato la rete di Pedro Gil lo scorso anno, in gara 4?
«Sono stati due gol molto diversi, e anche le situazioni in cui sono capitati sono diverse. Però sì, la sensazione è stata la stessa. Mi sono visto spuntare Gonzalo (Romero, ndr) tutto solo che puntava la porta, ho reagito quanto prima provando a coprire il tiro ma sono riuscito solo a toccare la sfera con il braccio. Potevo pararlo quel tiro, non era un'impresa impossibile: è il mio rammarico più grande, dopo aver cercato di negare il gol al Forte per tutta la partita non essere riuscito ad alzare il braccio quell'istante prima, quel tanto che bastava per evitare che la pallina finire in porta, lascia veramente l'amaro in bocca. Però ormai è andata così, devo guardare avanti a gara 4 e non fossilizzarmi su quanto accaduto martedì».
Questa doppia sconfitta in Versilia può però aver fiaccato il vostro morale?
«Non ne vedo il motivo: ho sempre pensato, e così pure i miei compagni e il mister, che questa finale sarebbe stata difficilissima. Alla fine loro sono soltanto un punto avanti a noi nella serie, non è che abbiano già vinto lo scudetto. I giochi sono ancora ben lontani dal dirsi chiusi secondo me: il Forte si è meritato queste due vittorie e il match point, sabato toccherà a noi meritarci di arrivare in gara 5 tornando a sfruttare il fattore casa come in gara 1. Tutto può ancora succedere».
Il Lodi è ora con le spalle al muro: come va gestita la pressione di dover vincere ad ogni costo?
«Credo innanzi tutto che la pressione sia sulle nostre spalle così come su quelle del Forte: alla fine se loro perdessero sabato rischierebbero moltissimo poi in gara 5. La cosa più importante è senza dubbio rimanere tranquilli ed avere la maturità di capire che ciò che dobbiamo assolutamente fare è dare tutto in pista: se poi il Forte si meriterà lo scudetto, lo vincerà ma dovrà sudarselo perché noi tenteremo fino all'ultimo secondo l'impresa di prolungare la serie alla quinta partita. La mentalità che può farci vincere è quella di pensare a gara 4 come se fosse una partita secca, chi vince prende tutto. Se si finisce per fare troppi calcoli alla fine sale solo l'ansia ed è nocivo».
La piazza lodigiana promette di affollare il PalaCastellotti sabato sera: la presenza di un pubblico da sold out può darvi la carica o alzare ancor di più il livello di tensione?
«I nostri tifosi si stanno comportando magnificamente, nonostante le ultime due sconfitte ci hanno sostenuto sempre fino alla fine e sono certo che anche sabato, comunque andrà, non mancheranno di supportarci. Personalmente sono uno che rimane molto concentrato a ciò che succede in pista, il pubblico sugli spalti fa da cornice. Ma la carica nei momenti difficili si avverte eccome, ed è solo positiva».
Gabriele Buffoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
