Toscana
Parte l’assalto allo scudetto dei record
di Gabriele Buffoni
Il Forte dei Marmi a caccia del quarto tricolore consecutivo: stasera il primo atto al PalaCastellotti di Lodi
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FORTE DEI MARMI. Si contano ormai soltanto le ore: questa sera alle 20.45 al PalaCastellotti di Lodi sarà finalmente tempo di finale scudetto. Sotto la direzione degli arbitri Galoppi di Follonica e Silecchia di Giovinazzo il Lodi ospiterà i tri-campioni in carica del Forte dei Marmi per il primo round di questo attesissimo scontro.
Atto secondo. Ancora loro, solo un anno più tardi. Forte e Lodi si confermano i titani dell'hockey su pista italiano per la seconda stagione consecutiva. Si potrebbe parlare di destino, ma il fato c'entra poco: campioni e vice-campioni in carica (ormai prossimi a rimettere in gioco questi titoli) si sono conquistati con merito questa finalissima, dominando la classifica della serie A1 per tutta la regular season - ed esaltando il pubblico di appassionati con il loro tango a due fatto di vittorie e inciampi per la conquista del primato - e approdando all'ultimo atto dei playoff con grande caparbietà, elemento essenziale per rialzarsi dopo aver subito pesanti ed inattese sconfitte. Molto dall'anno scorso però è cambiato, tanto che l'allenatore dei lombardi Nuno Resende non vuole nemmeno sottoporsi ad un paragone con il Lodi allora guidato da Paolo De Rinaldis: quella squadra, vincitrice della Coppa Italia, arrivò ad accarezzare il sogno di uno scudetto che a Lodi mancava da 35 anni nell'ormai famigerata gara 4 che ha elevato - se possibile - al rango di leggenda l'ex capitano fortemarmino Pedro Gil, autore di una doppietta che ribaltò il vantaggio giallorosso regalando il match point (poi decisivo) al Forte in casa propria. Il Lodi di oggi è più concreto, più maturo: eppure l'unico trofeo finora alzato dai lombardi è stata la Supercoppa Italiana, conquistata proprio contro il Forte dei Marmi lo scorso settembre, prima dell'inizio della stagione. In Coppa Italia invece il Lodi è scomparso subito dalle scene, eliminato clamorosamente ai quarti, e sono stati i rossoblù a conquistare la coccarda. Paradossalmente, le parti si sono invertite nel giro di 12 mesi: non resta che capire se anche il vincitore dello scudetto, stavolta, cambierà.
Si fa la storia. Comunque vada, la squadra che si aggiudicherà il tricolore quest'anno lascerà un segno indelebile. Se sarà infatti il Forte dei Marmi a trionfare, i rossoblù apporranno in bacheca il quarto titolo consecutivo: un'impresa riuscita finora soltanto a Triestina, Novara e al Follonica dei cosiddetti "Immarcabili". Per non parlare poi del quarto posto (proprio alla pari con i maremmani e con il Roller Monza) nella classifica per il maggior numero di scudetti vinti.
Per il Lodi invece non si tratterebbe di un record, ma di un tabù che a gran voce invoca di essere sfatato: da ben 36 anni infatti i giallorossi non si fregiano del titolo di campioni d'Italia, un digiuno - per una piazza "calda" come quella lodigiana - tanto ampio quanto doloroso. L'ultimo - e unico - successo del Lodi risale al 1981 quando, guidati dal bomber Giulio Fona (40 reti in quella stagione per lui), sopravanzarono di un solo punto in classifica il Correggio in cui militava all'epoca un giovanissimo Pino Marzella.
Tutti al completo. Spettacolo garantito in questa finale dalle mille sfaccettature anche dal fatto che le due compagini si affronteranno al meglio delle loro potenzialità: nel Lodi rientra infatti capitan Illuzzi dopo la squalifica che l'ha tenuto sugli spalti nella gara decisiva di semifinale, mentre da parte fortemarmina i recenti infortuni di Motaran e Pagnini sembrano recuperati. Ora la parola passa alla pista.
Atto secondo. Ancora loro, solo un anno più tardi. Forte e Lodi si confermano i titani dell'hockey su pista italiano per la seconda stagione consecutiva. Si potrebbe parlare di destino, ma il fato c'entra poco: campioni e vice-campioni in carica (ormai prossimi a rimettere in gioco questi titoli) si sono conquistati con merito questa finalissima, dominando la classifica della serie A1 per tutta la regular season - ed esaltando il pubblico di appassionati con il loro tango a due fatto di vittorie e inciampi per la conquista del primato - e approdando all'ultimo atto dei playoff con grande caparbietà, elemento essenziale per rialzarsi dopo aver subito pesanti ed inattese sconfitte. Molto dall'anno scorso però è cambiato, tanto che l'allenatore dei lombardi Nuno Resende non vuole nemmeno sottoporsi ad un paragone con il Lodi allora guidato da Paolo De Rinaldis: quella squadra, vincitrice della Coppa Italia, arrivò ad accarezzare il sogno di uno scudetto che a Lodi mancava da 35 anni nell'ormai famigerata gara 4 che ha elevato - se possibile - al rango di leggenda l'ex capitano fortemarmino Pedro Gil, autore di una doppietta che ribaltò il vantaggio giallorosso regalando il match point (poi decisivo) al Forte in casa propria. Il Lodi di oggi è più concreto, più maturo: eppure l'unico trofeo finora alzato dai lombardi è stata la Supercoppa Italiana, conquistata proprio contro il Forte dei Marmi lo scorso settembre, prima dell'inizio della stagione. In Coppa Italia invece il Lodi è scomparso subito dalle scene, eliminato clamorosamente ai quarti, e sono stati i rossoblù a conquistare la coccarda. Paradossalmente, le parti si sono invertite nel giro di 12 mesi: non resta che capire se anche il vincitore dello scudetto, stavolta, cambierà.
Si fa la storia. Comunque vada, la squadra che si aggiudicherà il tricolore quest'anno lascerà un segno indelebile. Se sarà infatti il Forte dei Marmi a trionfare, i rossoblù apporranno in bacheca il quarto titolo consecutivo: un'impresa riuscita finora soltanto a Triestina, Novara e al Follonica dei cosiddetti "Immarcabili". Per non parlare poi del quarto posto (proprio alla pari con i maremmani e con il Roller Monza) nella classifica per il maggior numero di scudetti vinti.
Per il Lodi invece non si tratterebbe di un record, ma di un tabù che a gran voce invoca di essere sfatato: da ben 36 anni infatti i giallorossi non si fregiano del titolo di campioni d'Italia, un digiuno - per una piazza "calda" come quella lodigiana - tanto ampio quanto doloroso. L'ultimo - e unico - successo del Lodi risale al 1981 quando, guidati dal bomber Giulio Fona (40 reti in quella stagione per lui), sopravanzarono di un solo punto in classifica il Correggio in cui militava all'epoca un giovanissimo Pino Marzella.
Tutti al completo. Spettacolo garantito in questa finale dalle mille sfaccettature anche dal fatto che le due compagini si affronteranno al meglio delle loro potenzialità: nel Lodi rientra infatti capitan Illuzzi dopo la squalifica che l'ha tenuto sugli spalti nella gara decisiva di semifinale, mentre da parte fortemarmina i recenti infortuni di Motaran e Pagnini sembrano recuperati. Ora la parola passa alla pista.
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