Sicurezza
«Forte, così puoi battere il Lodi»
di Gabriele Buffoni
Pedro Gil spinge gli ex compagni verso il quarto scudetto: «E Gnata può fare la differenza»
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FORTE DEI MARMI. Poco più di un anno fa (era il 31 maggio 2016) il Forte dei Marmi alzava al cielo il suo terzo scudetto consecutivo al termine della quinta sfida contro il Lodi. La vittoria più clamorosa però i rossoblù la conquistarono in gara 4, in un PalaCastellotti strapieno: dopo essere andati sotto per 4-2, con i lombardi pronti ad approfittare del match point, prima Cancela e poi una straordinaria doppietta di Pedro Gil ribaltarono le sorti dell'incontro. Ad 1'15'' dal termine della partita il campionissimo spagnolo (ora in forza allo Sporting) diede il colpo di grazia ai lodigiani che bramavano da oltre 30 anni il tricolore. Una ferita che ora - con la nuova finalissima alle porte - grida vendetta da parte dei giallorossi, ma che è stato il regalo di addio di un capitano diventato idolo dei tifosi versiliesi. E che, pur abitando ora a Lisbona, non ha del tutto dismesso i colori rossoblù del Forte.
Gil, è di nuovo Forte-Lodi: quanto sono cambiate le due squadre?
«Vedo un Forte molto più solido rispetto agli anni passati. Ho visto quasi tutte le partite in streaming di questa stagione: mi sono piaciuti tanto, hanno un portiere che dà grande sicurezza tra i pali e sono riusciti a trovare un gioco di squadra e una compattezza decisamente maggiori rispetto a quando c'ero io. Il Lodi invece l'ho visto un po' più destabilizzato, specialmente dopo la Coppa Italia e la situazione, pur migliorando un po' nei playoff, non credo sia ancora risolta. La finale però è la finale, molto dipende da come si vive un impegno del genere».
Quanto sarà importante vincere in gara 1?
«Per entrambe moltissimo: la prima partita di una finalissima spezza gli equilibri, per cui se si è 50 e 50 alla vigilia poi una delle due squadre deve recuperare uno svantaggio. Specialmente per il Forte potrebbe essere un passo determinante verso il tricolore perché poi avrà il vantaggio di giocare le altre due sfide in casa: l'anno scorso fummo costretti a giocarle a Follonica per la squalifica della pista, ma il pubblico fortemarmino in casa propria può fare la differenza».
Vede il Forte favorito?
«In una finale di così alto livello molto dipende anche dalla tenuta nervosa, da come si gestisce la tensione: non so se il Forte sia il favorito, ma sicuramente ha giocatori di maggiore esperienza rispetto al Lodi e questo può essere un fattore determinante, oltre alla qualità del gioco in pista».
Chi potrà fare la differenza?
«Nel Forte ho pochi dubbi: Gnata. Se lui si dimostra in forma, il Forte ha già mosso un primo bel passo verso lo scudetto perché tutti gli altri, tra cui Orlandi che sta facendo delle grandissime prestazioni in questi playoff, o Torner o anche Romero possono concentrarsi maggiormente nella fase offensiva. Nel Lodi punterei su Verona e su Ambrosio, due bocche di fuoco importanti, ma anche su Platero perché può dare alla sua squadra un apporto decisivo in difesa oltre che andare a rete».
Da Lisbona tiferà Forte?
«Assolutamente sì, seguirò tutte le partite in diretta e farò il tifo a distanza: non indosso più i colori del Forte, ma quella maglia ha un posto d'onore nel mio cuore e in quello di tutta la mia famiglia».
Che suggerimento darebbe ai suoi ex compagni?
«Solo che continuino a giocare come hanno fatto per tutta la stagione: se hanno quella grinta e quella convinzione, batterli diventa difficilissimo per chiunque. E non solo in Italia, parlo per esperienza diretta. Meritano di vincere lo scudetto anche quest'anno».
Gil, è di nuovo Forte-Lodi: quanto sono cambiate le due squadre?
«Vedo un Forte molto più solido rispetto agli anni passati. Ho visto quasi tutte le partite in streaming di questa stagione: mi sono piaciuti tanto, hanno un portiere che dà grande sicurezza tra i pali e sono riusciti a trovare un gioco di squadra e una compattezza decisamente maggiori rispetto a quando c'ero io. Il Lodi invece l'ho visto un po' più destabilizzato, specialmente dopo la Coppa Italia e la situazione, pur migliorando un po' nei playoff, non credo sia ancora risolta. La finale però è la finale, molto dipende da come si vive un impegno del genere».
Quanto sarà importante vincere in gara 1?
«Per entrambe moltissimo: la prima partita di una finalissima spezza gli equilibri, per cui se si è 50 e 50 alla vigilia poi una delle due squadre deve recuperare uno svantaggio. Specialmente per il Forte potrebbe essere un passo determinante verso il tricolore perché poi avrà il vantaggio di giocare le altre due sfide in casa: l'anno scorso fummo costretti a giocarle a Follonica per la squalifica della pista, ma il pubblico fortemarmino in casa propria può fare la differenza».
Vede il Forte favorito?
«In una finale di così alto livello molto dipende anche dalla tenuta nervosa, da come si gestisce la tensione: non so se il Forte sia il favorito, ma sicuramente ha giocatori di maggiore esperienza rispetto al Lodi e questo può essere un fattore determinante, oltre alla qualità del gioco in pista».
Chi potrà fare la differenza?
«Nel Forte ho pochi dubbi: Gnata. Se lui si dimostra in forma, il Forte ha già mosso un primo bel passo verso lo scudetto perché tutti gli altri, tra cui Orlandi che sta facendo delle grandissime prestazioni in questi playoff, o Torner o anche Romero possono concentrarsi maggiormente nella fase offensiva. Nel Lodi punterei su Verona e su Ambrosio, due bocche di fuoco importanti, ma anche su Platero perché può dare alla sua squadra un apporto decisivo in difesa oltre che andare a rete».
Da Lisbona tiferà Forte?
«Assolutamente sì, seguirò tutte le partite in diretta e farò il tifo a distanza: non indosso più i colori del Forte, ma quella maglia ha un posto d'onore nel mio cuore e in quello di tutta la mia famiglia».
Che suggerimento darebbe ai suoi ex compagni?
«Solo che continuino a giocare come hanno fatto per tutta la stagione: se hanno quella grinta e quella convinzione, batterli diventa difficilissimo per chiunque. E non solo in Italia, parlo per esperienza diretta. Meritano di vincere lo scudetto anche quest'anno».
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