Il Tirreno

Versilia

Bresciani: «Che sfida con il Lodi» 

di Gabriele Buffoni
Bresciani: «Che sfida con il Lodi» 

E il tecnico del Forte punzecchia i viareggini: «Zero titoli: per loro una stagione da gettare alle ortiche»

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FORTE DEI MARMI. Anche da Forte dei Marmi gli occhi ieri sera erano tutti puntati sul PalaCastellotti di Lodi. Tra i tanti tifosi rossoblù in attesa di scoprire la seconda finalista, anche il tecnico dei campioni d'Italia in carica Pierluigi Bresciani: il mister fortemarmino non ha potuto esimersi dal vestire i panni di spettatore critico alla gara 5 che ha eletto a prossima sfidante del suo Forte l'Amatori Lodi guidata dal portoghese Nuno Resende. Grande ex lodigiano (con cittadinanza ancora nel capoluogo lombardo), Bresciani si ritrova di nuovo nella sua carriera da allenatore a sfidare uno dei colossi del suo passato in un appuntamento decisivo per un titolo: dalla finale scudetto della passata stagione (conquistata in gara 5 dai versiliesi) alla Supercoppa dello scorso settembre (finita invece sulla bacheca lodigiana e primo successo di Resende sulla panchina giallorossa).
Mister Bresciani, ora una nuova finale contro il Lodi: si augurava questo esito?
«Come già ho dichiarato più volte, non avevo preferenze alla vigilia. Posso dire però che è il risultato che potevo forse aspettarmi un po' di più: il campionato finora dava un Lodi migliore del Cgc Viareggio, avendo lottato per il primato con noi fino all'ultimo in regular season dopo la conquista della Supercoppa. E penso, alla luce anche di questi playoff, che si meritasse più dei viareggini la finale».
Che giudizio dà riguardo alla prestazione del Cgc?
«Il Centro esce a testa alta da questi playoff per aver lottato in pista fino alla fine, ma è innegabile che ha gettato al vento due match point di cui uno, in casa in gara 4, particolarmente pesante. Per loro è una stagione da gettare alle ortiche, avendo mancato le finali in Coppa Italia e ai playoff e non avendo vinto la Coppa Cers. Puntano sempre il dito contro il Forte nell'indicare la squadra che deve dimostrare tutto diversamente da loro, ma forse dovrebbero fare ora un po' di autocritica perché nonostante abbiano rinforzato molto il loro roster quest'anno i risultati non sono quelli sperati».
Cosa ha fatto a suo avviso la differenza tra Lodi e Centro?
«La cattiveria e il cinismo, due componenti essenziali quando si giocano partite di questo livello. Dopo gara 3 a Lodi l'ambiente era pronto ad esplodere alla minima scintilla, c'era tantissima tensione, e il Viareggio avrebbe potuto affondare il colpo di grazia in casa propria: invece ha graziato il Lodi, e contro una squadra come quella non ci si può permettere di perdere un'occasione del genere».
Ora tocca al Forte: sarà una finale-rivincita dopo l'anno scorso?
«Sicuramente bisogna aspettarci due squadre che in pista daranno l'anima per conquistare il tricolore: gli acciacchi che ci sono ora non devono più farsi sentire e ogni dettaglio deve essere curato in modo maniacale da parte nostra perché se si lascia uno spazio questo Lodi ha dimostrato di essere pronto ad approfittarne. Tatticamente non ci snatureremo, ma sarà una finale al cardiopalma: in fin dei conti loro sono il miglior attacco della serie A1 e noi la miglior difesa, già così dà l'impressione di essere uno scontro titanico. Ed è quello che mi aspetto, perché sia noi che loro tenteremo di dar fondo alle nostre qualità di gioco».
Mercoledì si parte dal PalaCastellotti: una pista bollente che attende lo scudetto da 36 anni.
«Non siamo in vena di fare regali, daremo il massimo per far attendere il pubblico lodigiano ancora un altro po'. Personalmente mi auguro un palazzetto caldissimo: da una piazza importante come Lodi non mi aspetto niente di meno e credo che anche per i giocatori sarà ancora più esaltante».

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