Il Tirreno

Versilia

Volley, Federico Tosi  sfiora il trionfo in Champions League 

di Nicoletta Dati
Volley, Federico Tosi  sfiora il trionfo in Champions League 

Il giocatore camaiorese di Perugia si arrende solo in finale ai campioni uscenti del Kazan: «Ci ha tradito la stanchezza» 

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CAMAIORE . L’argento nella 2017 Champions League conquistato da Perugia, porta anche la firma del camaiorese Federico Tosi, che al suo primo anno con la squadra umbra ha potuto vivere grandi emozioni e lottare per obiettivi prestigiosi. Al PalaLottomatica di Roma, Perugia ha battuto la Lube Macerata (ora Campione d’Italia) al termine di una semifinale lunga ed intensa arrendendosi poi al forte Kazan detentore del titolo. «Devo essere sincero, prima di arrivare a Roma, non mi sono reso bene conto di quello che significava e di quella che era la posta in palio, cercavo di affrontarla come una qualsiasi altra competizione importante – ha raccontato Federico Tosi - ma quando ti trovi li, ti rendi conto di quello rappresenta veramente. Essere lì, anche solo partecipare, ti ripaga di tutti i sacrifici, il sudore e le fatiche che fai durante l’anno».
L’intento di Perugia era preciso: «Volevamo fare la partita più intensa che potevamo in semifinale perché era l’ultimo obiettivo stagionale, l’ultima occasione per poterci riscattare dalla semifinale playoff e dimostrare di poter dar fastidio alle più grandi - ha continuato Federico - con questo entusiasmo abbiamo fatto una semifinale incredibile che ci ha lasciato ed ha regalato emozioni indescrivibili. Ci aspettavamo una gara così lunga e siamo stati bravi a rimanere concentrati fino all’ultimo».
Troppe però le energie spese : «Inutile nasconderlo, la semifinale ci ha portato via tante energie fisiche ed emotive e questo si è fatto sentire, per battere il Kazan non basta giocare una bella partita, ma devi fare la partita della vita e sperare che loro non siano nella giornata migliore».
Sincero ed analitico, Federico: «Non abbiamo vinto, ma questo non ci toglie quanto fatto durante tutto l’anno, siamo arrivati alla semifinale contro la Lube con la voglia di riscattarci e nessuno ci toglierà la gioia di quella semifinale vinta così, né la medaglia d’argento. Un argento guadagnato e non un oro perso, anche se chiaramente sul podio il dispiacere per non avere l’oro al collo era tanto, a mente fredda dico che un argento alla Champions League è un grande traguardo per noi e per la società e credo che viste le doti di Kazan, non ci si potesse aspettare di più».
Per parlare del futuro è presto: «È stata una stagione lunghissima, carica di tensioni e aspettative, sono molte le cose che porterò con me. Mi sono scontrato con una grande realtà per la prima volta e questo mi ha fatto crescere sotto ogni punto di vista, perché giocare partite importanti che vanno vinte per forza e dove non si può sbagliare ti porta via tante energie, a volte ti mette in ginocchio e ti fa maledire il giorno in cui hai iniziato a giocare, ma superando quei momenti diventi un uomo migliore oltre che un giocatore più forte. Ringrazio chi mi ha permesso di provare queste forti emozioni e i miei compagni. Non abbiamo vinto quanto volevamo, gli obiettivi primari sono sfumati, ma abbiamo la consapevolezza di aver fatto un gran percorso, superando sempre le difficoltà insieme. Un anno più che positivo e che mi ha segnato incredibilmente».
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