Sicurezza
Crudeli l’immortale regala la serie A allo Scandiano
A 53 anni il giocatore-allenatore di Forte dei Marmi porta a termine l’ennesima impresa della sua carriera
di Gabriele Buffoni
FORTE DEI MARMI
Roberto Crudeli tornerà in serie A1. L'allenatore-giocatore dello Scandiano infatti ha centrato - al suo secondo mandato sulla panchina emiliana e con in tasca già due Coppe Italia - una storica promozione (con 5 giornate di anticipo e finora imbattuto) che riporterà dopo 16 anni la squadra rossoblù nella massima categoria italiana. Già, i rossoblù: l'ex allenatore del Forte dei Marmi, versiliese doc e autore dei primi due scudetti e della supercoppa nel palmares fortemarmino, ha cambiato divisa e progetti ma è rimasto indissolubilmente legato a quei colori delle sue origini. E già si attende in gloria il suo ritorno a casa, seppur da avversario, nella prossima stagione.
Mister Crudeli, a Scandiano (come a Forte) ha riportato ai massimi livelli l'hockey su pista: in Emilia già la considerano un eroe?
«Gli eroi sono altri, io faccio solo il mio lavoro. Di certo i miei sforzi sono stati molto apprezzati: il progetto che sto cercando di riproporre qui a Scandiano è molto simile a quello che ha portato il Forte ai livelli odierni, ma per farcela bisogna coinvolgere sempre più persone. Devo ammettere che il terreno qui è molto fertile: aver riportato una seconda squadra, dopo che già il Correggio c'era riuscito lo scorso anno, in A1 ha scatenato grande entusiasmo in tutta la città che sta seguendo con partecipazione il lavoro a 360 gradi che stiamo svolgendo, ad esempio con i bambini nelle scuole».
Cosa si porterà dietro in A1 da questi due anni nella categoria cadetta?
«La convinzione che tutto è possibile se si mettono impegno e passione in ciò che si fa. Con una squadra completamente nuova abbiamo fatto un lavoro super, e questo è stato possibile solo grazie alla disponibilità e alla voglia dei giocatori che ho allenato. Bisogna sempre crederci, ancor di più l'anno prossimo».
Già si attende il suo ritorno da avversario a Forte: sarà un derby al vetriolo, o una festa di bentornato?
«Per me sarà solo un ritorno a casa e una grande festa: la maggior parte dei tifosi mi sono sempre stati vicino, sia durante il mio periodo da allenatore che dopo, e molti mi hanno mostrato affetto anche per questa promozione. Tornerò a Forte dei Marmi da fortemarmino, orgoglioso per quello che ho realizzato là e per quello che ho compiuto e voglio conquistare qui a Scandiano. E tornerò per vincere».
In questo finale di stagione il suo Scandiano proverà a restare imbattuto, mentre in A1 Forte e Lodi si contendono la vetta: cosa ne pensa di questa sfida?
«Sinceramente non immaginavo ci fosse un duello così serrato, perché credevo che il Forte riuscisse a fare una regular season più costante e a mettere qualche punto sulle inseguitrici: noto comunque che il Lodi sta avendo qualche problema, forse anche per via di alcune notizie di mercato che ne hanno complicato gli equilibri. Ad ogni modo resto dell'idea che il Forte sia il favorito perché il livello della squadra non è assolutamente sceso dagli anni scorsi; il Lodi invece ha buttato via lo scudetto nella passata stagione, e doveva fare una campagna acquisti molto diversa da quella che invece ha attuato».
Altra candidata alla lotta scudetto è il Cgc Viareggio.
«Il Centro ha la possibilità di mettere i bastoni tra le ruote alle due grandi, questo è certo. Però la vedo meno squadra rispetto all'anno scorso e soprattutto a due anni fa, tanto che nelle partite importanti per adesso ha sempre fallito: è un segnale un po' preoccupante, ma Alessandro Bertolucci è un allenatore che dalla panchina può fare la differenza. La conquista della Final Four di Coppa Cers ne è una prova».
Parlando di Europa, il 1° aprile il Forte andrà a Barcellona per rimontare un 3-1: impresa impossibile secondo lei?
«Nient'affatto. Dopo l'andata il Barça ha l'80% di possibilità, ma il Forte deve aggrapparsi a quel 20% che gli resta: Bresciani ha a disposizione un portiere superlativo come Gnata che può permettere ai compagni di sfruttare le ripartenze, l'impresa è tutt'altro che impossibile. Devono crederci tutti, dalla squadra agli ultras. Io da qui farò il tifo per loro».
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